Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche dell'escursionista che risultava disperso da diverse ore sul versante aquilano della Majella, in Abruzzo. L'uomo è stato ritrovato morto nel pomeriggio di oggi lunedì 2 dicembre dai tecnici del Soccorso Alpino e speleologico Abruzzo (Cnsas) che erano alla sua ricerca. La vittima un carabiniere residente a Sulmona e in servizio a Castel di Sangro, in provincia dell'Aquila, il maresciallo maggiore Fabio Cicone. Il corpo senza vita del militare dell'arma è  stato avvistato in fondo a un canalone nel territorio del comune  di Pacentro, sempre nell'Aquilano. Al momento sono in corso le operazione di recupero da parte dei soccorritori lungo un sentiero del monte Amaro. Il corpo sarà trasportato a valle dove si attende l'arrivo dei sostituti procuratori del tribunale di Sulmona.

Il 51enne Fabio Cicone, spassionato di montagna, risultava disperso da domenica sera quando non era rientrato da una delle sue solite escursioni in quota. Il militare era solito dormire in un rifugio per poi tornare il giorno seguente a Castel di Sangro dove è comandante del Nucleo operativo e radiomobile. A lanciare l'allarme era stato il fratello del maresciallo, anche lui carabiniere, preoccupato perché non era rientrato.  In mattinata erano scattate le ricerche da parte degli uomini del soccorso alpino della guardia di finanza di Roccaraso, proseguire per tutto il giorno anche con l'ausilio di un elicottero ma senza esito. Poi nel pomeriggio la tragica scoperta del cadavere. Inizialmente si pensava fossero due le persone disperse sulla Maiella dopo il ritrovamento di un'auto in località Fonte Romana, nei pressi di Pacentro. Successivamente si è scoperto che l'auto apparteneva al carabiniere e che l'amico con cui quest'ultimo era solito andare in montagna era, in realtà, rimasto a casa.