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17 Luglio 2020
10:30

Troppi danni all’agricoltura: Belluno ordina di abbattere 3.234 cervi, anche femmine e piccoli

L’obiettivo dell’abbattimento è il riequilibrio” perché “I danni che provocano questi ungulati sono pesanti per agricoltura e biodiversità senza dimenticare i pericoli per chi viaggia sulle nostre strade” ha dichiarato il consigliere provinciale De Bon spiegando l’aumento del 20 per cento di cervi che è possibile abbattere rispetto all’anno scorso.
A cura di Antonio Palma
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Troppi cervi nei boschi e troppi danni all’agricoltura, con questa motivazione la provincia di Belluno ha ordinato l’abbattimento di ben 3.234 cervi per questa stagione venatoria, un aumento del 20 per cento di esemplari rispetto all’anno scorso. “L’obiettivo dell’abbattimento è il riequilibrio” perché “I danni che provocano questi ungulati sono pesanti per agricoltura e biodiversità senza dimenticare i pericoli per chi viaggia sulle nostre strade” ha spiegato il consigliere provinciale con delega a caccia e pesca Franco De Bon, ma sono in tanti a criticare questa decisione ricordando che l’abbattimento degli animali non può essere l’unica misura.

Per consentire di raggiungere il numero di cervi previsto, lo stesso provvedimento prevede quest’anno l’avvio anticipato della stagione di caccia come tra l’altro già avvenuto lo scorso anno. A decidere la misura è stata la provincia di Belluno, a cui la Regione Veneto ha concesso le funzioni per caccia e pesca, ma è scaturita dal tavolo di trattativa con i vari altri enti territoriali e Con il via libera dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, l’ente che valida i piani di gestione.

Il piano approvato prevede, a partire da subito dopo Ferragosto, l’abbattimento anche di femmine e di piccoli di cervo, proprio con lo scopo di ridurre la densità considerata eccessivamente elevata di questi animali a cui vanno a sommarsi anche caprioli, mufloni e camosci. “Le stime dello scorso anno ci dicono che avevamo all’incirca 40mila capi in provincia, escluso il territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi: 10.400 cervi, 13.600 caprioli, 2.400 mufloni, 7.250 camosci, a cui dobbiamo aggiungere un numero imprecisato di cinghiali, in fortissima crescita” ha ricordato lo stesso assessore. Nel 2019 sono stati prelevati 2.673 cervi più del 90% dei capi consentiti dal piano di abbattimento. Per il 2020, si arriva a 3.234 capi. Lo scorso anno erano stati stimati circa 40mila capi.

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