AGGIORNAMENTO: Non si placano le polemiche contro Chef Rubio che aveva definito impreparati gli agenti della polizia di Stato commentando l'uccisione di due poliziotti davanti alla Questura di Trieste, verificatasi ieri pomeriggio. A rispondere al noto personaggio tv è il fratello di Matteo Demenego, una delle due vittime della sparatoria, che su Facebook non ha usato mezzi termini: "Chef Rubio sono il FRATELLO del poliziotto impreparato! Beh, tieni sempre la guardia alta quando giri perché se colgo impreparato pure te fai la fine di mio FRATELLO! Uomo di merda! Ti auguro di perdere un tuo caro! A presto", si legge nel post firmato da Gianluca Demenego. Il messaggio è stato poi cancellato, ma lo screenshot del testo, disponibile su Polisblog, sta facendo il giro del web. Poi sono arrivate le scuse.

La replica di Rubio: "Minacciato di morte, popolo alla deriva"

La querelle è poi continuata con la risposta di Chef Rubio al messaggio di Gianluca Demenego, che su Twitter ha scritto: "FERMATE TUTTO: Il fratello mi ha minacciato di morte, Telegiornali e i giornalisti assetati di scoop che vogliono intervistarmi, un popolo alla deriva capitanato da criminali folli che gettano benzina sul fuoco. Io vi ricordo che sono morte due persone e pare che so STATO io".

Le scuse di Gianluca Demenego a Chef Rubio

Dopo lo scontro verbale a distanza con Chef Rubio, è ancora Gianluca Demenego, il fratello di Matteo, l'agente scelto di 31 anni ucciso ieri insieme al collega Pierluigi Rotta nella sparatoria a Trieste, a intervenire, questa volta con un post di scuse su Facebook: "Innanzitutto vorrei scusarmi per i toni e le parole usate contro Chef Rubio dettate dalla rabbia e dal dolore per il post fuori luogo e infelice pubblicato dallo stesso sulla morte di mio fratello e del suo collega. Per me la vicenda può ritenersi conclusa qui. Lasciateci al nostro dolore. Grazie!".

La polemica dopo le parole di Chef Rubio

Tutto era scaturito da un commento fatto sui social da Chef Rubio poco dopo la strage in Questura a Trieste. "Inammissibile che un ladro riesca a disarmare un agente", aveva osservato il conduttore di Camionisti in Trattoria e ha continuato: "Le colpe di questa ennesima tragedia evitabile risiedono nei vertici di un sistema stantio, che manda a morire giovani impreparati fisicamente e psicologicamente: io non mi sento sicuro in mano vostra", è stata la sua conclusione. Il 36enne romano aveva poi anche provato a mettere a tacere le polemiche, pubblicando sempre su Twitter un messaggio in cui aveva sottolineato di essere molto più vicino lui alle famiglie dei poliziotti uccisi che "voi sciacalli, voi ipocriti, ridicoli pupazzi che fingete cordoglio solo per avere voti e aumenti di stipendio e li avete condannati a morte".

Dall'altro lato, il fratello dell'agente di Velletri ucciso a Trieste ha ricevuto tantissimi messaggi di cordoglio sempre sui social, tra cui quelli delle persone che lavorano con lui. Gianluca, infatti, svolge la professione di bartender e gestisce un locale nel quartiere romano di Garbatella. "Esistono dei colpevoli ben più gravi di chi ha premuto il grilletto – si legge nel messaggio lasciato dai colleghi – Ma questo è solo il momento del cordoglio, il dolore non deve trasformarsi in rabbia o desiderio di vendetta". Matteo Demenego, agente di 31 anni, è stato ucciso insieme al collega, l'agente scelto Pierluigi Rotta di Pozzuoli, in provincia di Napoli, nel corso di una sparatoria verificatasi nel pomeriggio di ieri, venerdì 4 ottobre, davanti alla Questura di Trieste. Ad esplodere i colpi sarebbe stato un cittadino dominicano con problemi psichici, Alejandro Augusto Stephan Meran, che è stato fermato con l'accusa di tentato e plurimo omicidio in attesa della convalida del fermo da parte del Gip.