Una banda composta da "giovani di età compresa tra i 19 e i 22 anni"  che con una cadenza "quasi settimanale" compivano i furti e rapine e che, se non fermati, avrebbero continuato "imperterriti, a derubare gli avventori delle discoteche di tutta Europa" sfruttando "eventi musicali e con alto assembramento di persone per compiere azioni delittuose con l’utilizzo di spray urticante". Così magistrati e giudici di Ancona hanno descritto i sei giovani arrestati oggi, insieme al loro ricettatore, per la strage alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, in provincia di Ancona, dove lo scorso 8 dicembre persero la vita 6 persone, tra cui minorenni e una mamma, nella calca seguita a un assalto con spray urticanti. I sei dovranno rispondere della pesante accusa di omicidio preterintenzionale oltre che di lesioni personali, associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine e singoli episodi di rapine e furti con strappo.

Decine di colpi dopo la strage di Corinaldo

Per i giudici si tratta di ragazzi, quasi tutti senza lavoro o con lavori saltuari, che erano delinquenti abituali. Come emerso dalle indagini, infatti, in meno di un mese cioè dalla notte del 21/22 giugno a quella del 20 luglio avrebbero all'attivo ben 18 colpi. Per gli inquirenti la loro attività in realtà era continua e proseguiva come se nulla fosse accaduto a Corinaldo. Alcuni di loro hanno all'attivo colpi analoghi anche a Verona e a Padova e persino a Disneyland. Tra i fatti accertati ad esempio quello a Verona a tra il 9 e il 10 marzo quando due di loro avevano rubato gioielli e portafogli ad alcuni ragazzi in un locale. Tre mesi dopo la stessa coppia si era presentata a Padova, al Parco della Musica, la notte tra l'1 e 2 giugno, per derubare due studenti che si stavano godendo un concerto. I ladri avevano strappato loro una catenina dal collo e un orologio dal polso.

Arrestati in Francia, ma dopo 2 giorni nuovo colpo in Italia

Altri due del gruppo erano già stati arrestati in Francia lo scorso 6 luglio dopo il furto di alcune collane a Disneyland. Si tratta di Moez Akari e Andrea Cavallari bloccati e processati davanti al giudice di Chessy con il rito direttissimo e rilasciati. Il 9 luglio, come ricorda il Gip nelle ordinanze di custodia cautelare, "sono rientrati in Italia ed hanno ripreso la loro attività illecita". Quello che impressiona è la loro sistematica serialità nei colpi. Anche dopo la tragedia di Corinaldo, di cui era perfettamente consapevoli, avevano continuato  nei loro colpi con la medesima tecnica dello spray. "Non paghi di quanto accaduto a Corinaldo, gli esecutori materiali dei furti insistano ad utilizzare anche lo spray urticante" ha ricordato il Gip spiegando la necessità dell'arresto con la "la possibilità di ulteriori atti lesivi ai danni dei clienti dei locali depredati

Insulti alla polizia, "Sbirri figli di p…"

Come emerso dalle intercettazioni del resto i membri del gruppo si ritenevano quasi imprendibili sbeffeggiando le forze dell'ordine che li inseguivano e insultando pesantemente polizia e carabinieri anche sui social. Uno degli arrestati, che ha  come immagine di copertina ha la scritta ‘ACAB', ovvero All Cops Are Bastards (in italiano ‘tutti i poliziotti sono bastardi') appena lo scorso 16 luglio aveva pubblicato un post i cui mostrrava tutto il suo odio per le forze dell'ordine con il commento "Sbirri figli di p…".