“Il fatto non sussiste”. E’ stata prosciolta la virologa Ilaria Capua coinvolta in un’inchiesta della magistratura di Roma su un presunto traffico illegale di virus. Alla scienziata di fama internazionale, che ora ha un incarico in una prestigiosa università della Florida, con la chiusura delle indagini, la procura inquirente "restituisce la sua piena onorabilità di virologa che ha reso grande il nome dell’Italia nel mondo scientifico internazionale", lo ha detto l’assessore veneto Elena Donazzan, che per primo ha avuto la notizia del proscioglimento della ricercatrice. Il giudice per l’udienza preliminare di Verona Laura Donatiha ha deciso che non ci sarà alcun processo a carico di 13 persone accusate di “produrre in forma clandestina, senza autorizzazione del Ministero, specialità medicinali ad uno veterinario per poi commercializzarli”. Tra loro anche Ilaria Capua.

“In questo momento prevalgono gioia e sollievo per la dichiarata e totale estraneità di Ilaria Capua da ogni accusa – aggiunge la Donazzan – Tuttavia l’esultanza di questo momento non lenisce il rimpianto per non essere riusciti a trattenere nel nostro paese questo talento della nostra ricerca, che con il suo lavoro ha consentito di scoprire e di mettere a punto il vaccino contro l’influenza aviaria e che tanto avrebbe potuto dare ancora al progresso della medicina”.

Le indagini nei confronti della scienziata, che ora dirige il centro di eccellenza dell’Università della Florida dedicata alla ‘One Health’, erano state fatte partire il 9 aprile 2005 da un'informativa dei Nas. L’accusa parlava di un'associazione a delinquere attiva dal 1999 al 2003 che avrebbe impiegato virus altamente patogeni (H9 e H7N3), di provenienza illecita, "al fine di produrre in forma clandestina, senza la prescritta autorizzazione ministeriale, specialità medicinali ad uso veterinario, procedendo poi, sempre in forma illecita, alla loro commercializzazione e alla loro somministrazione agli animali avicoli di allevamenti intensivi, determinando così il contagio di sette operatori del settore come accertato dall'Istituto Superiore di Sanità e, quale misura di prevenzione, l'abbattimento di milioni di capi di polli e tacchini" (danno, questo, da 40 milioni di euro).