La prima prova della Maturità 2019 è terminata, e la traccia sul prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa è stata tra le più apprezzate dagli studenti e non solo. Stamattina i figli Nando e Rita Dalla Chiesa hanno commentato positivamente la scelta di dedicare una traccia del tema di italiano al loro papà vittima di mafia:

"È bellissimo, è un evento di grande portata, perchè uno degli obiettivi della mafia è far dimenticare le vittime e che sia entrato nel tema è un fatto civile di grande portata".

Così commenta Nando Dalla Chiesa, il figlio di Carlo Alberto Dalla Chiesa, alla notizia che una delle tracce della prima prova della Maturità 2019 è dedicata alla memoria del padre, con il discorso pronunciato dal prefetto Luigi Viana nel trentennale dell'omicidio del generale Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell'agente Domenico Russo.

Il commento positivo, però, ha portato con sè anche una "stangata" nei confronti della scuola italiana, proferita proprio da Nando Dalla Chiesa.

Maturità 2019, la stangata di Nando Dalla Chiesa

Intervistato da Radio24, Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ha ribadito la sua contentezza ed emozione per la scelta di dedicare una traccia del tema di italiano all'esempio di suo padre.

Non è mancata, però, una piccola stangata nei confronti di come la criminalità organizzata viene analizzata e studiata nelle scuole. Rispondendo alla domanda con i motivi per cui è importante che i ragazzi conoscono questo pezzo di storia, Nando Dalla Chiesa ha dichiarato "è un pezzo di storia importante, anche se nei libri di storia di mafia non si parla praticamente mai".

Prima prova Maturità, l'emozione di Rita Dalla Chiesa

Parlando ad Adkronos, Rita Dalla Chiesa ha poi aggiunto "È orgoglio puro ed è anche un bel segnale per tutto il lavoro che stanno facendo gli insegnanti nelle scuole, in particolare in Sicilia, su mio padre e il suo lavoro. Oggi i ragazzi sanno chi è, ne parlano a scuola e in famiglia".

Chi è Carlo Alberto Dalla Chiesa

Carlo Alberto Dalla Chiesa, figlio di un Carabiniere e arruolatosi giovanissimo, fu ucciso dalla mafia il 3 settembre 1982, mentre tornava a casa con la moglie e l'agente della scorta in una A112 bianca. L'arma del delitto era un kalashnikov, che sparò più di 30 colpi.

Al generale è stata dedicata una delle due tracce della tipologia C, mentre l'altra riguarda il rapporto tra storia e sport con il caso di Gino Bartali.