Protesta degli Agricoltori in Italia e in Europa

Tra gli agricoltori in protesta al porto di Cagliari: “Questo è il funerale del comparto agricolo”

“Protesta dei trattori” a Cagliari in Sardegna, come nel resto d’Italia. Bloccato il porto. Gli agricoltori: “Ormai, lavorare in campagna non ha più senso”
A cura di Gianfranco Locci
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"Questo è il funerale del comparto agricolo. Resteremo qui per giorni, occuperemo il porto di Cagliari perché vogliamo essere ascoltati. Ormai, lavorare in campagna non ha più senso. Che futuro diamo ai nostri figli? L'Europa ci spinge a non produrre, è incredibile".

Pierpaolo Sergi fa l'agricoltore da una vita. In mattinata è arrivato a Cagliari, a bordo del suo trattore "decorato" con una bara. Eloquenza agricola. In migliaia hanno raggiunto il capoluogo sardo, da ogni angolo dell'isola, mentre la protesta dei trattori è andata in scena anche in altre regioni italiane.

Agricoltori e pastori hanno dato vita a un presidio permanente nel principale porto sardo.

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La protesta contro le politiche della Unione Europea dovrebbe durare almeno fino a giovedì. Si parte da Cagliari, poi nei prossimi giorni il mondo delle campagne farà tappa pure a Oristano, Nuoro e Sassari. Per adesso i numerosi trattori resteranno davanti al porto di Cagliari. Già domani, però, una delegazione dei manifestanti sarà nelle sedi di Argea, l'Agenzia per la gestione e l'erogazione degli aiuti in agricoltura, e Laore, l'Agenzia per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e per lo sviluppo rurale.

"Chiederemo delucidazioni, qui non arrivano neppure i premi comunitari", ripetono in coro agricoltori e pastori: "Così è impossibile andare avanti, nonostante il prezzo del latte oggi sia più che buono. Il problema è che i costi sono alle stelle. Mangimi, carburanti, tutto è triplicato".

Roberto Congia, del Movimento pastori sardi, sentenzia: "Non ci interessa parlare con i politici sardi. Avrebbero dovuto già fare qualcosa in questi cinque anni. Ci interessa dialogare per fare sbloccare la situazione con le istituzioni nazionali ed europee".

L'agricoltore Alessio Pilia aggiunge: "Volevamo manifestare da parecchio tempo, ma la protesta dei francesi ci ha convinto a fare sentire la nostra".
Il presidio è composto da almeno una trentina di mezzi agricoli. "Ridateci il nostro futuro". È lo slogan condiviso.

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