4 Giugno 2017
18:30

Torino, cosa è successo in piazza San Carlo durante la finale di Champions League

Oltre 1500 feriti, di cui 3 gravi, per il falso allarme bomba scoppiato a Torino nel corso di Juventus-Real Madrid: le testimonianze dei presenti, le immagini e le polemiche legate alla sicurezza.
A cura di Ida Artiaco
Falso allarme bomba in piazza San Carlo a Torino (LaPresse).
Falso allarme bomba in piazza San Carlo a Torino (LaPresse).

Le immagini del falso allarme bomba scoppiato la sera del 3 giugno in piazza San Carlo a Torino, mentre migliaia di tifosi assistevano in diretta sul maxischermo alla finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, hanno fatto il giro del mondo. La folla impazzita ha cominciato a dileguarsi correndo a più non posso in seguito allo scoppio di un petardo, secondo le ultime voci ufficiali, ma le forze dell'ordine sono ancora al lavoro per capire cosa abbia fatto scattare improvvisamente la psicosi attentato. Mentre il numero dei feriti è cresciuto fino a raggiungere quota 1527, tre di loro, tra cui Kevin, un bambino di soli 7 anni, risultano in gravi condizioni. Ma cosa è successo davvero a Torino sabato sera?

Ore 22:15, scatta il panico in piazza San Carlo

Erano centinaia di migliaia i tifosi bianconeri riunitisi nella centrale piazza San Carlo a Torino per assistere alla finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, poi vinta dagli spagnoli per 4 a 1. Qui era infatti stato allestito un mexischermo sul fondo della piazza verso Porta Nuova. Intorno alle 22:15 è improvvisamente scattato il panico, poco dopo il terzo goal dei blancos. Secondo alcuni, la folla avrebbe sentito lo scoppio di un petardo, secondo altri testimoni a gettare i presenti nel terrore sarebbe stato un forte rumore di frenata: fatto sta che le immagini diffuse subito dopo l'allarme hanno mostrato le persone scappare via, sfondare le ringhiere delle protezioni e schiacciare letteralmente qualsiasi cosa si trovassero davanti. Ma, poco dopo arriva la conferma che non è esplosa alcuna bomba, ma che si è trattato di un falso allarme, per il quale la Procura del capoluogo piemontese ha anche aperto un'indagine, non precisando neanche le cause alla base di quella che sarebbe potuta diventare una tragedia.

 

Ferite 1527 persone, tre sono gravi

Il bilancio dei feriti è cresciuto durante tutta la notte. Sarebbero in totale 1527 le persone ricoverate sul posto o in ospedale, che hanno riportato ferite e contusioni provocate da cadute, tagli per via della grande quantità di bottiglie di vetro presenti a terra o dalla pressione della calca. Tra di loro, almeno tre risultano in gravi condizioni. Si tratta di un bambino di 7 anni di origine cinese, Kevin, che è ancora in rianimazione per un problema al fegato e ai polmoni, e di una donna di 39 anni, originaria di Domodossola, che risulta intubata per un trauma toracico per lesioni da schiacciamento. Oltre a fornire immediato soccorso a tutti i presenti, le forze dell'ordine hanno dovuto anche combattere contro gli sciacalli che si sono avventati sulle borse e altri effetti personali lasciati in piazza dai tifosi in preda al panico.

Polemica sulla sicurezza: falle nei controlli?

 

Intanto, mentre ancora si fa il punto della situazione su numero dei feriti e su chi e cosa abbia scatenato il panico in piazza San Carlo, arrivano le prime polemiche sul sistema di sicurezza. Tantissime le testimonianza raccolte da Fanpage.it su possibili falle nei controlli da parte delle forze dell'ordine all'ingresso della piazza, in riferimento soprattutto alla vendita e al lasciapassare di bottiglie di birra in vetro che hanno causato tantissimi dei ferimenti dei tifosi caduti. Inoltre, dubbi sono stati avanzati anche per quanto riguarda le vie di fuga, che sarebbero solo 5. Intanto si cercano testimoni per fare chiarezza su quanto successo. "Per noi è importante comprendere cos'è successo, soprattutto sul lato destro di piazza San Carlo – ha detto il questore di Torino – Angelo Sanna. Qualcuno ha parlato di scoppio, altri di un petardo, altri ancora non hanno percepito nulla. Se ci sono testimoni si facciano avanti. Stiamo lavorando, anche in contatto col procuratore Spataro. Abbiamo qualche spunto, è importante accertare le cause che hanno provocato il panico. Cittadini che hanno visto o notato qualcosa, fatti, episodi, che poi hanno provocato il panico, è fondamentale che ci contattino e ci diano informazioni".

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