29 Maggio 2012
12:30

Terremoto in Emilia, per il sismologo forse una nuova faglia

La nuova scossa di terremoto che ha investito questa mattina l’Emilia per il sismologo Alessandro Amato potrebbe essere il sintomo di una nuova faglia nell’area.
A cura di Antonio Palma

Probabilmente il sisma di magnitudo 5 ,8 avvenuto questa mattina in Emilia e avvertito in tutto il nord Italia è stato causato dalla rottura di una nuova faglia. Ad affermarlo è il sismologo Alessandro Amato dell' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), il quale ha affermato che il terremoto del 20 maggio e le scosse di assestamento più forti erano concentrate nella zona orientale, mentre quelle di oggi sono avvenute “sul margine occidentale dell'arco di circa 40 chilometri attivato nel sisma del 20 maggio scorso”. Questo secondo Amato, quindi, fa pensare che le faglie attive siano più di una in quanto se la struttura è la stessa dello scorso sisma, probabilmente però è avvenuta su una faglia adiacente, per Amato in pratica “non si tratta di una replica in senso stretto”.

Altre scosse di pari intensità erano già attese – Per il sismologo Amato la struttura complessa aveva già fatto pensare che potessero esserci altri terremoti di grande entità. Sulla questione è intervenuto anche un altro sismologo, Marco Mucciarelli, collaboratore del Cnr, secondo il quale “non e' strano che vi sia una scossa di magnitudo forte e della stessa intensità della prima nei giorni successivi ad un terremoto”. Mucciarelli ha inoltre dichiarato che quando si verificano cose del genere sono probabili episodi di liquefazione, cioè miscele di acqua e sabbia che dal terreno salgono in superficie. Si potrà capire meglio cosa sia accaduto solo dopo aver controllato i dati rilevati dai sismografi, mentre gli esperti del Centro nazionale di ricerche monitoreranno la liquefazione del terreno e il comportamento degli edifici, per capire se la situazione può peggiorare.

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