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“Morirò anch’io premendo il cuscino”: il messaggio della mamma prima di tentare di soffocare la figlia di 5 mesi

A Catania ventenne ha tentato di soffocare la figlia di 5 mesi con un cuscino. I carabinieri l’hanno fermata mentre teneva il cuscino premuto sul volto della piccola.
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Una giovane madre ha tentato di soffocare la figlia di appena cinque mesi con un cuscino. È successo domenica 18 gennaio nel quartiere San Cristoforo a Catania. La donna, vent'anni, viveva in un appartamento che condivideva con il marito, e a qualche piano di distanza nella stessa palazzina c'erano i genitori e la sorella quindicenne. È proprio quest'ultima a lanciare l'allarme dopo che la donna le aveva inviato un messaggio in cui manifestava l'intento di uccidere la figlia: “Vivrò, morirò premendo il cuscino, morirò anch’io. State bene ragazzi”.

In quel momento il marito della donna si trovava lontano da casa e il messaggio della madre ha messo in allarme l'intera famiglia, originaria del Bangladesh, che ha subito lanciato l'allarme al 112. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Catania, a sirene spiegate, ha raggiunto la palazzina in una manciata di minuti, salendo all’ultimo piano, ed entrando nell’appartamento, dove la giovane madre si era barricata in camera da letto.

Considerata la situazione di estremo pericolo e l’urgenza di intervenire, i Carabinieri hanno forzato l’accesso alla stanza, riuscendo a bloccare la giovane mentre stava soffocando la neonata con le mani e con un cuscino. I militari dell’Arma hanno subito allontanato la madre dalla bambina.

È stato immediatamente praticato il massaggio cardiaco alla piccola, che fortunatamente ha ripreso conoscenza dopo pochi istanti. La bambina è stata quindi affidata alle cure del personale sanitario e trasportata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Marco, dove è attualmente ricoverata nel reparto di Pediatria per accertamenti, ma non in pericolo di vita.

La ventenne era in evidente stato agitazione ed è stata portata via per un tso, misura prevista nei casi in cui sia necessario un intervento urgente di cura e tutela e non sia possibile procedere con modalità volontarie, ed è stata, perciò, ricoverata presso il reparto di Psichiatria per l’avvio delle cure e degli accertamenti specialistici.

Del caso sono stati informati sia la Procura distrettuale che quella per i minorenni, allo scopo di valutare un eventuale intervento a protezione della piccola.

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