Tenta di difendere i suoi animali, allevatrice morsa da un lupo a Massa Marittima: “Le ha staccato un orecchio”
Una donna è stata morsa da un lupo in un'azienda agricola di Valpiana, frazione del comune di Massa Marittima, in provincia di Grosseto. Il fatto, raccontato da Mirella Pastorelli, presidente del Comitato pastori d’Italia, risale a domenica 20 settembre ed è avvenuto nell’azienda Campo all’Aia, gestita da Giovanni Aronne e dalla sorella Marisa.
Secondo quanto è stato ricostruito, la donna ha notato un comportamento anomalo dei cani da guardiania che sono stati circondati da un branco di tre lupi. Nel tentativo di proteggere gli animali dell’azienda, ha cercato di allontanare i predatori ed è stata aggredita. "Con un morso un lupo le ha staccato un orecchio", ha raccontato Pastorelli.
La pastora è stata soccorsa e trasferita d’urgenza all’ospedale di Massa Marittima, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico complesso. Pastorelli ha riferito che i medici hanno applicato "30 punti di sutura" e che la donna dovrà affrontare un percorso di visite specialistiche, riporta Il Tirreno.
Non è ancora chiaro se la donna recupererà l’udito e la funzionalità dell’orecchio. La presidente del Comitato ha raccontato inoltre che il gregge di pecore dell'azienda dei due fratelli aveva già subito perdite significative in passato, così come, pochi giorni fa, l’uccisione di un cane da guardiania.
Pastorelli sostiene che Giovanni Aronne, rivolgendosi alle forze dell’ordine e alla guardia forestale, avrebbe ottenuto solo indicazioni vaghe e non risolutive. La presidente del Comitato si è rivolta direttamente al ministro Gilberto Pichetto Fratin e al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, chiedendo sostegno concreto per la famiglia Aronne.
"Questa famiglia non sia lasciata sola, sia data solidarietà, sostegno morale e i dovuti riconoscimenti ad una persona che resterà invalida permanente per colpa di un animale protetto dallo Stato".
In Italia si stimano circa 3.500 lupi, secondo un monitoraggio dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), eseguito tra il 2018 e il 2022. Il lupo grigio (Canis Lupus) si era quasi estinto in Italia negli anni '70, ma la dichiarazione di "specie protetta", sancita dalla Convenzione di Berna nel 1979, ha favorito il ripopolamento.
Con il ripopolamento sono aumentati però anche i casi di attacchi al bestiame. Sempre secondo dati ufficiali ISPRA, gli eventi di predazione sul bestiame sono aumentati del 23,5%, passando da 3.325 casi nel 2015 a 4.107 nel 2019, per un totale di oltre 43.000 capi predati nel quinquennio.
Nell’arco temporale 2017-24, sono stati solo 7 gli individui di lupo che hanno manifestato un atteggiamento aggressivo nei confronti dell’uomo, realizzando 19 aggressioni, tra cui gli 11 attacchi di una singola lupa registrati a Vasto nell’estate del 2023. Secondo il WWF, nessun attacco ha causato vittime nel 21esimo secolo.
Intanto, lo status del lupo nell'Unione Europea nel 2026 è passato da specie "strettamente protetta" a "protetta". Una scelta dettata dalla necessità di gestire il ripopolamento e le minacce ai capi di bestiame nel blocco, e che permette ai singoli Paesi di gestire con più autonomia le popolazioni di lupi, pur mantenendo stretti limiti alla caccia.