Maturità 2019, ci siamo: tra pochi minuti, alle 08.30 di oggi, mercoledì 19 giugno, nelle scuole superiori italiane saranno aperti i plichi telematici con le tracce scelte dal Miur per la prima prova d'italiano, uguale per tutti gli indirizzi. Tre le tipologie tra cui i 500mila maturandi ammessi potranno scegliere, così come stabilito dalla nuova normativa: l'analisi del testo (tipologia A), il testo argomentativo (tipologia B), e il tema d'attualità o di carattere generale (tipologia C), per un totale di 7 tracce, come già visto nel corso delle simulazioni svolte dagli studenti nei mesi scorsi. Il voto massimo che si può ottenere è 20, il voto minimo è 0, per cui per avere a sufficienza basta prendere 12 punti. In attesa di scoprire se le previsioni del tototema saranno rispettate o meno circa i possibili autori e argomenti che usciranno nelle tracce della prima prova della Maturità 2019, ecco alcuni degli errori, grammaticali e di cultura generale, da evitare assolutamente per non cadere in strafalcioni in grado di compromettere tutto il vostro lavoro agli occhi della commissione d'esame.

Tema d'italiano Maturità 2019: occhio alla grammatica

L'ansia, si sa, gioca brutti scherzi, soprattutto durante un appuntamento così importante come l'esame di Maturità. Per cui, bisogna essere molto concentrati per evitare errori grammaticali e ortografici da segno rosso che potrebbero invalidare tutto il tema svolto nel corso della prima prova.

  • Connettivi: qualunque sia la traccia scelta, dunque, si consiglia di scrivere un testo con uno sviluppo coerente e logico, facendo un suo sapiente dei connettivi, come "quindi", "infatti", "tuttavia", "dunque". Un "infatti" messo al punto giusto è un indicatore di coesione e coerenza testuale.
  • Grafia: nel caso in cui siate indecisi su come scrivere una parola, usate il vocabolario d'italiano, tra le cose da portare con sé in sede d'esame, per verificare la grafia corretta. Errori molto comuni riguardano la confusione tra accenti acuti e gravi e tra apostrofi e accenti.
  • Segni di interpunzione: in questo caso la prima regola da seguire è quella di non separare mai il soggetto dal predicato e fare attenzione alle frasi in cui il soggetto è espanso. Da non sottovalutare anche l'utilizzo dei due punti, che, quando utilizzati come connettivi, denotano la conoscenza di un modo di scrivere molto raffinato.
  • Strafalcioni più comuni, c'è la confusione tra "qual è" o "qual'è": in questo caso l'esatta grafia è "qual è", senza apostrofo, in quanto si tratta di un’apocope vocalica, che si produce anche davanti a consonante.
  • Perché? Si scrive proprio così, "perché", con la e chiusa.
  • Accento sui monosillabi: si scrive da o dà, fa o fà, qua o Quà? In questo caso la regola è piuttosto semplice e generale. I monosillabi non si accentano a meno che l'accento non serva a differenziare due termini che hanno la stessa grafia ma che hanno due funzioni grammaticali diverse nella frase.
  • Accento vs apostrofo: questi due segni non sono intercambiabili, come alcuni pensano. Prendiamo come esempio "un po'": in questo caso è corretto usare l'apostrofo, perché la forma è il risultato di un troncamento (da poco). Se invece si deve scrivere "è bella", si utilizzerà sulla "e" l'accento, che è la grafia giusta.

Errori di sintassi da evitare nella prima prova della Maturità 2019

Per quanto riguarda la sintassi, ci sono alcuni consigli da seguire per evitare errori comuni ma che potrebbero compromettere il voto della prima prova della Maturità 2019.

  • Verbi ausiliari: si ricorda che si coniugano con l'ausiliare essere i verbi impersonali e i verbi riflessivi e con l'ausiliare avere i verbi transitivi. I verbi intransitivi sono spesso irregolari, ma tendenzialmente usano il verbo essere gli intransitivi che indicano un’azione involontaria, e usano il verbo avere gli intransitivi che indicano un’azione volontaria;
  • Coniugazione dei verbi irregolari e composti: chiedete sempre un consiglio al dizionario d'italiano che avete portato con voi in caso di incertezze.
  • Uso del congiuntivo: "Se studiavo, avevo preso un bel voto" è una frase comunemente usata ma sbagliata in italiano. Si dice: "Se avessi studiato, avrei preso un bel voto". La regola comunque più importante da seguire da questo punto vista è quella secondo cui il condizionale usato al posto dei congiuntivi nelle frasi ipotetiche.

Non solo errori di grammatica: attenzione agli scivoloni di cultura generale

Ma la prova di italiano non è fatta solo di grammatica. Grande peso hanno, infatti, anche la letteratura italiana e i grandi autori di cui si sostanzia. Quanto ne sanno i maturandi in materia? Non tantissimo, secondo un'indagine condotta da Skuola.net. Ad esempio, chi è l'autore della celebre opera "Così è, (se vi pare)"? In questo caso le percentuali di errore aumentano: poco più della metà del campione intervistato (57%) ha risposto correttamente identificando l’autore con Luigi Pirandello, mentre i restanti 25% e 18% hanno confuso gli autori rispondendo, rispettivamente, Italo
Calvino e Guido Gozzano. Poca chiarezza anche su chi tra Dario Fo, Primo Levi e Umberto Saba ha vinto il Nobel per la Letteratura. La maggioranza, rappresentata dal 48%, sbaglia rispondendo Primo Levi. La risposta giusta è sicuramente Dario Fo – scelto dal 30% degli studenti – dato leggermente superiore al 22% che ha indicato, sbagliando, Umberto Saba.

Gli "orrori" choc di storia

Non mancano gli scivoloni anche dal punto di vista storico: alla domanda "Cosa è successo l'11 settembre 2001?”, forse per la vicinanza storica dell’accaduto, la maggioranza del campione intervistato da Skuola.net, ben il 96%, ha risposto correttamente indicando "L’attacco terroristico alle Torri Gemelle di New York". Un’altra data saliente nel panorama storico europeo è quella del 9 novembre 1989. Cosa accadde quel giorno? Il 91% degli studenti ha indicato la risposta giusta, ovvero la caduta del Muro di Berlino. Maggiori incertezze se si va più indietro nel tempo: in che anno è stata proclamata l’Unità d’Italia? Il 5% ha indicato il 1781, l’11% il 1891, e infine l’84% la data corretta: 1861. Tra gli "orrori" choc c'è quello che riguarda i giudici Falcone e Borsellino.Secondo il 7%, si tratta di due politici collusi con la mafia, mentre per il 5% sono stati due pentiti di mafia che hanno collaborato con la giustizia.