Azouz Marzouk nel 2006 perse suo figlio Youssef, di 2 anni, e sua moglie Raffaella Castagna: un delitto per il quale sono stati condannati all’ergastolo due coniugi, Olindo e Rosa Romano. Ma per Azouz, che ancora chiede giustizia, “sono solo dei poveretti che stanno pagando la loro ingenuità”.

Depositate oggi le motivazioni per cui, lo scorso 17 novembre, la Corte di Cassazione ha deciso di rigettare il ricorso della difesa degli ergastolani, Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati per la strage di Erba, contro la decisione della Corte d'Assise di Como di negare loro l'esame di altri reperti.

No alla richiesta degli audio delle intercettazioni

Secondo i giudici del Palazzaccio la richiesta "non poggia su alcun elemento di fatto o logico", ma "si limita a rappresentare il rinvenimento di altri reperti, rispetto a quelli che erano già stati distrutti". La prima sezione penale della Cassazione ha fatto sue le motivazioni della Corte d'assise di Como osservando che "il successivo rinvenimento, dopo la distruzione di larga parte del materiale in sequestro, di un'ulteriore porzione dei reperti non implica affatto che non fosse stato possibile, come neppure la difesa deduce, esaminarli in precedenza".

Mario Frigerio testimone credibile

No anche all'esame delle tracce audio originali di intercettazioni in quanto  delle stesse "non vi è traccia perché non sono indicate nei relativi brogliacci". Quanto a un altro punto cardine della richiesta, il ruolo del supertestimone Mario Frigerio, sopravvissuto per miracolo alla strage la cui testimonianza viene messa in discussione nella richiesta di revisione. "La ricerca del motivo che avrebbe indotto una delle vittime ad accusare uno dei ricorrenti (Olindo Romano e Rosa Bazzi) non varrebbe a superare la testimonianza della stessa vittima, la cui credibilità è stata accertata con sentenza passata in giudicato" considerando che "la responsabilità degli imputati è stata affermata anche in forza della confessione dai medesimi resa".