Almeno dodici persone sono morte in mare al largo delle coste libiche. A renderlo noto è l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) che è stato informato dalla Guardia costiera libica. Tra le dodici vittime – i corpi sono stati recuperati da una barca incidentata – ci sono una donna siriana e i suoi due figli di tre e sei anni. Morti anche tre cittadini eritrei e sei africani di nazionalità ancora da determinare. L’incidente probabilmente è avvenuto domenica scorsa 6 luglio. Si ritiene che l’imbarcazione, che aveva una capienza di circa 200 persone e che però probabilmente ne trasportava molte di più, si sia capovolta al largo delle coste di Tripoli.  “Le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso e la sorte delle altre persone che potevano essere a bordo della nave è tuttora sconosciuta”, ha fatto sapere l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Dinanzi alle troppe tragedie del mare l’Unhcr chiede che le operazioni di ricerca e soccorso realizzate dalle autorità governative vengano ulteriormente rafforzate, in particolare nelle zone ad alta concentrazione di attraversamenti in barca.

Immigrazione, Alfano: lavoriamo per subentro Frontex a Mare Nostrum

Sul tema dell’immigrazione è tornato il ministro dell’Interno Angelino Alfano che, rispondendo alle domande dei giornalisti in conferenza stampa a Milano, ha detto di essere al lavoro per il subentro di un’operazione Frontex a Mare Nostrum. Le nostre navi – ha detto il ministro – saranno sostituite da navi Frontex. Al vertice Ue dei ministri dell'Interno, ha proseguito il titolare del Viminale, “abbiamo ribadito che Mare Nostrum è un'operazione a tempo per l'Italia, eccezionale”. Secondo Alfano, c'è “un'aria buona per una maggiore azione congiunta di tutti i Paesi dell'Europa sul tema dell'immigrazione. C'è la massima disponibilità da parte di tutti”. Cecilia Malmstrom, commissario Ue agli Affari interni, da parte sua ha definito Frontex un’agenzia piccola e ha detto di non avere mezzi e uomini per sostituirsi completamente a Mare Nostrum: “Mare nostrum è un'operazione molto estesa. Avremo bisogno di più risorse dagli Stati membri. Ecco perché – ha spiegato il commissario Ue – chiediamo all'Italia di sedersi al tavolo con noi per stimare esattamente cosa sia necessario” per un'operazione più europea.