Dopo il no, i magistrati di Como e di Brescia a nuove indagini sulla strage di Erba, Olindo Romano e Rosa Bazzi non si sono dati per vinti e hanno dato mandato ai loro legali di presentare ricorso in Cassazione per l'esame di alcuni reperti che, secondo loro, non sarebbero mai stati analizzati. Dopo il ‘no' dei togati lombardi poco più di due mesi fa i legali dei due coniugi condannati all'ergastolo per il massacro di via Diaz, aveva già annunciato il ricorso. Tra le prove non esaminate e che secondo loro potrebbero contenere informazioni importanti sulla dinamica dei fatti ci sarebbero un accendino, alcune formazioni pilifere da cui ricavare il DNA.

"Inutili e immotivate" avevano definito i magistrati le nuove indagini richieste dagli ergastolani su questo gruppo di reperti che contava anche, al suo interno, un misterioso telefono cellulare risultato poi appartenere a una delle vittime, Raffaella Castagna, 30 anni. Proprio il vedovo di Raffaella, lo stesso Azouz Marzouk, padre del piccolo Youssef, morto nella strage, aveva sostenuto la tesi che quello non fosse il telefono di sua moglie, spingendo sull'esame di quei reperti.  È stato proprio l'avvocato del tunisino, oggi in Italia dopo la revoca del decreto di espulsione, a depositare un'istanza di revisione del processo, per ‘gravi errori e lacune delle indagini'. Insomma anche per Marzouk, oggi sposato e padre di due figlie, Olindo e Rosa non sarebbero gli autori dei quattro omicidi.

Il massacro, noto come ‘Strage di Erba' risale alla sera del 11 dicembre 2006, quando i vigili del fuoco intervennero per un incendio in un condominio di via Diaz a Erba (Como). Nell'appartamento in fiamme i pompieri scoprirono  quattro cadaveri, quello di Raffaella Castagna, (30 anni), Youssef Marzouk (2 anni), Paola Galli (60 anni), di Youssef di Valeria Cherubini (55 anni). Scampato alla morte per miracolo (un difetto alla carotide che gli impedì di morire sgozzato) fu Mario Frigerio, colui che poi indicherà i colpevoli in Olindo Romano e Rosa Bazzi. Frigerio, il supertestimone, è morto nel 2014 per cause naturali.