2 Agosto 2019
10:27

Strage Bologna, 39 anni fa la bomba che causò 85 morti. Mattarella: “Ferocia incancellabile”

Alle 10:25 del 2 agosto 1980 una valigia piena di tritolo distrusse la stazione causando 85 vittime e 200 feriti. Il ricordo e la commozione. Ancora non tutto è stato chiarito nonostante processi e condanne. Mattarella: “Eliminare le zone d’ombra”.
A cura di Biagio Chiariello

Il 2 agosto 1980 alle 10 e 25, nella stazione di Bologna esplose una bomba. Fu una strage. 85 furono le vittime, oltre duecento feriti. La più piccola aveva 3 anni e si chiamava Angela Fresu, il più anziano era Antonio Montanari, 86 anni. La bomba, composta da 23 chilogrammi di esplosivo, fece crollare un tratto di edificio lungo 50 metri, l’onda d’urto investì il treno Ancona-Chiasso fermo sul primo binario e distrusse il parcheggio dei taxi davanti alla stazione. Il più grave atto terroristico del dopoguerra. Da quel giorno sono passati 39 anni e oggi, come ogni anno, “Bologna non dimentica” (come cita lo striscione che apre il corteo che da piazza Maggiore raggiunge la stazione) e l’Italia intera celebra la memoria di quella strage dai risvolti ancora da chiarire.

Le condanne degli esecutori

Alla fine di un lunga serie di processi, sono definitive dal 1995 le condanne all'ergastolo, come esecutori della strage, di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, dei Nar, gruppo terroristico di estrema destra attivo tra fine anni '70 e primi '80. Nel 2007 la Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni anche per un altro ex Nar, Luigi Ciavardini, minorenne all'epoca. Sempre la Suprema Corte, nel novembre 1995, ha confermato le condanne per Licio Gelli (10 anni), Francesco Pazienza (10) e degli ex ufficiali del Sismi Pietro Musumeci (8 e 5 mesi) e Giuseppe Belmonte (7 e 11 mesi) per i depistaggi alle indagini.

Mattarella sulla strage di Bologna

Una giornata importante per la coscienza civile del nostro Paese."La disumana ferocia della strage alla stazione di Bologna è parte incancellabile della memoria del popolo italiano e della storia della Repubblica. Il trentanovesimo anniversario dell'attentato terroristico ci richiama, anzitutto, a un rispettoso raccoglimento dinanzi alle vite crudelmente spezzate", è l’intervento del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. “Le istituzioni, grazie all'opera meritoria dei suoi uomini, sono riuscite a definire una verità giudiziaria, giungendo alla condanna degli esecutori e portando alla luce la matrice neofascista dei terroristi”, dice ancora. “L'impegno profuso non è riuscito, tuttavia, a eliminare le zone d'ombra che persistono sugli ideatori dell'attentato. E' una verità che dovrà essere interamente conquistata, per rendere completa l'affermazione della giustizia”, evidenzia il Presidente della Repubblica.

Le parole del sindaco Merola

“Vedo volti nuovi e questo mi fa piacere". Così il sindaco Virginio Merola ha accolto nell'aula del Consiglio comunale i familiari delle vittime della strage di Bologna. “E' vero che aumentano i parenti che il 2 agosto arrivano in città”, sottolinea riprendendo quanto affermato nei giorni scorsi dal presidente dell'Associazione dei familiari, Paolo Bolognesi: questo "dà a tutti noi la forza di continuare a chiedere verità e giustizia".Aggiunge il primo cittadino: "La ricerca della verità, insieme all'ottimo lavoro della magistratura, deve molto alla vostra associazione e alla tenacia di presentare ulteriori elementi che ci possano portare all'accertamento definitivo della verità". A nome del Governo, in aula è presente anche il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. E Merola rimarca con favore questa presenza: "Mi fa piacere il ritorno del ministro della Giustizia, è una testimonianza di serietà e impegno e di questo la ringrazio".

Le vittime sono ancora alla ricerca della verità

"Dal 1981, anno in cui i feriti e parenti delle vittime si sono uniti in associazione, non abbiamo mai smesso di perseguire giustizia e verità: non ci fermammo allora e non ci fermeremo. Per noi e per tutti". Così Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione familiari delle vittime, nel suo intervento sul palco nel piazzale antistante la stazione centrale di Bologna in occasione del 39/o anniversario della strage. "Dopo anni di ostacoli e difficoltà di ogni tipo, la prima vittoria giudiziaria èarrivata con la condanna definitiva dei depistatori (i dirigenti del Sismi il generale Musumeci e il colonnello Belmonte, il faccendiere Pazienza e il gran maestro della loggia P2 Licio Gelli) e degli esecutori materiali (i terroristi fascisti Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini). Questi sono solo alcuni dei nomi dei colpevoli – ha rimarcato Bolognesi – Il quadro non e' ancora completo, soprattutto mancano i nomi dei mandanti e degli ispiratori politici e per questo, a 39 anni da quel terribile giorno, andiamo avanti e andremo avanti fino a quando la giustizia non li avrà identificati e condannati".

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