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Omicidio Altavilla Milicia a Palermo

Strage Altavilla, l’avvocato di Barreca: “Con la coppia sono passati dalle preghiere alle torture”

Giancarlo Barracato, il legale dell’uomo accusato del massacro della famiglia ad Altavilla Milicia, conferma come nella mente del muratore siciliano rimanga la convinzione che in casa sua ci fosse il diavolo e che in qualche modo andava scacciato. Barreca “ringrazia la coppia Fina-Carandente per averlo aiutato ma, allo stesso tempo, piange e si dispera”.
A cura di Biagio Chiariello
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Giovanni Barreca
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"Giovanni Barreca era convinto che nella sua famiglia ci fosse il demonio però qualcuno ha amplificato questo fanatismo". A parlare è Giancarlo Barracato, l'avvocato dell'uomo accusato del triplice omicidio della moglie e di due suoi figli di 5 e 16 anni ad Altavilla Milicia. Nelle ultime ore ha incontrato di nuovo il muratore 54enne rinchiuso nel carcere Pagliarelli di Palermo. Ad amplificarlo, spiega il legale, sarebbero stati.

Con il loro arrivo "in quella casa non si pregava più – ha detto l’avvocato Barracato dopo il colloquio – perché sostiene che con il loro arrivo il demonio sarebbe stato schiacciato con una modalità diversa". E cioè con le torture.

Ha avvertito questo cambiamento anche se gli mancano tanti passaggi che sta cercando a fatica di far riaffiorare. Non riesce ad andare oltre, anzi è tornato a ringraziare la coppia per averlo aiutato ma, allo stesso tempo, piange e si dispera e non riesce a spiegarsi perché la famiglia non c’è più" spiega ancora l'avvocato.

Da parte loro, i coniugi Carandente si dicono "innocenti, i fatti non sono quelli ricostruiti dai Barreca" ha detto il loro difensore, Marco Rocca. Anche la figlia 17enne di Barreca, che ha confessato le sue responsabilità, avrebbe avuto un ruolo in quei giorni. Ma gli inquirenti devono ancora capire a che livello.

Massimo Carandente e Sabrina Fina (Foto Facebook)
Massimo Carandente e Sabrina Fina (Foto Facebook)

Il 10 febbraio, dopo la morte Antonella Salamone e dei due figli, Kevin ed Emanuel, Giovanni Barreca accompagna Fina e Carandente alla stazione di Altavilla, poi si libera di un telefono e dorme in auto "per circa 9 ore". "Un lungo periodo di sonno, di torpore" spiega ancora Barracato.

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