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17 Marzo 2021
11:53

Stop Astrazeneca, Rasi dice che il verdetto dell’Ema di domani sarà positivo

Secondo Guido Rasi il verdetto di domani dell’Ema sul futuro del vaccino AstraZeneca sarà positivo. Il docente di Microbiologia all’Università di Tor Vergata, ed ex direttore esecutivo proprio dell’Agenzia europea del farmaco, durante un intervento ad “Agorà”, su Rai 3, ha ipotizzato una decisione in positivo rispetto all’utilizzo del vaccino dell’azienda svedese le cui somministrazioni sono state bloccate dopo i casi di trombosi rilevati in Germania e le presunte morte sospette poi denunciate in diversi paesi europei.
A cura di Chiara Ammendola
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Il verdetto di domani dell'Ema sul futuro del vaccino AstraZeneca sarà positivo, almeno secondo quanto ipotizzato da Guido Rasi, docente di Microbiologia all'Università di Tor Vergata, ed ex direttore esecutivo proprio dell'Agenzia europea del farmaco. Intervenuto questa mattina ad "Agorà", su Rai 3, ha ipotizzato una decisione in positivo rispetto all'utilizzo del vaccino dell'azienda svedese le cui somministrazioni sono state bloccate dopo i casi di trombosi rilevati in Germania e le presunte morte sospette poi denunciate in diversi paesi europei.

Questa è una malattia che provoca 500 morti al giorno

"È facile immaginare che con 30 casi avversi su 5 milioni di vaccinazioni, sui quali sta indagando l'Ema, il rapporto beneficio-rischio non venga nemmeno chiamato in causa – ha spiegato Rasi – ammettiamo anche che ci sia una correlazione con i vaccini, qui non stiamo parlando di prevenire una malattia ipotetica che forse verrà da qualche altro continente, qui stiamo parlando di una malattia che fa 500 morti al giorno, quindi va contestualizzato. Se anche fossero i vaccini, non c'e' alcun motivo per sospendere le vaccinazioni e comunque io sono convinto che i vaccini c'entrino poco". A tal proposito Rasi ha spiegato che i 500 morti sono il risultato di qualche giorno quando si era sui 26mila casi al giorno: "Spero che dalla settimana prossima i numeri inizino a scendere davvero" ha concluso.

La campagna vaccinale non andava fermata

"Io non avrei fermato la campagna vaccinale – ha proseguito l'esperto – ma questo ha dimostrato che c'e' un sistema di farmacovigilanza estrema, la politica ha scelto la via della cautela, adesso pero' atteniamoci a una comunicazione che traduca in positivo il fatto che ci siamo fermati e inviti le persone a stare tranquille perché l'Ema ha 5.000 esperti che può attivare entro 48 ore su tutte le patologie, quindi il lavoro che farà sarà credibile, solido e puntuale".

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