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Sposo latitante arrestato subito dopo le nozze a Grosseto: dopo il sì portato direttamente in carcere

Sposato in Comune, arrestato subito dopo le nozze: deve scontare una condanna definitiva per una violenta rapina del 2023. Passerà la luna di miele dietro le sbarre.
A cura di Davide Falcioni
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Dopo il sì e lo scambio delle fedi, invece del pranzo di nozze lo sposo ha imboccato un percorso ben diverso: dalla sala comunale alla caserma dei carabinieri, fino al carcere.

La vicenda affonda le radici nel 2023. Fares Otay, questo il nome del protagonista, allora ventenne, era stato arrestato dai carabinieri di Civitavecchia per una rapina compiuta insieme a un altro uomo nella zona di Montalto di Castro. Secondo l’accusa, i due avevano accerchiato la vittima, minacciandola e sottraendole il telefono cellulare; poi l’avevano colpita con calci e pugni, ferita con un coltello e una bottiglia e per finire abbandonata a terra. Difeso dall’avvocato Massimo Parenti, Otay era stato giudicato in primo grado e condannato a quattro anni e due mesi di reclusione, 1.500 euro di multa e al pagamento delle spese processuali.

Ad agosto – come ricostruisce Il Tirreno – il legale era morto improvvisamente per un malore e la difesa era passata al fratello Giulio, che aveva presentato appello ottenendo una riduzione della pena. Successivamente era stato proposto ricorso in Cassazione, che però è stato dichiarato inammissibile poche settimane fa dal presidente Luciano Imperiali "a causa della particolare capacità criminosa" dell'imputato.

Nel frattempo, il giovane – che una decina di giorni fa ha compiuto 23 anni – aveva conosciuto una ragazza grossetana sua coetanea. La relazione era proseguita fino alla gravidanza di lei e alla decisione di sposarsi con una cerimonia civile. Avviate le pratiche, la coppia aveva compilato la documentazione necessaria; l’ufficiale di stato civile li aveva poi contattati per fissare l’appuntamento allo sportello comunale di via Cristoforo Colombo. Il giorno delle pubblicazioni si erano presentati con documenti di riconoscimento e codice fiscale, mentre il resto della documentazione era stato acquisito d’ufficio.

Per accedere al servizio erano necessarie le credenziali digitali – Spid, Cie o Cns – ed è in questo passaggio che il nome di Fares Otay è tornato all’attenzione delle autorità. I carabinieri maremmani hanno così monitorato la situazione e ieri mattina si sono presentati a palazzo civico. Hanno atteso che la cerimonia venisse celebrata, poi hanno avvicinato il novello sposo latitante e lo hanno accompagnato in caserma, mentre il fratello contattava telefonicamente l’avvocato Parenti.

Secondo quanto si apprende, Otay non era a conoscenza del provvedimento emesso dal palazzo di Giustizia. Dopo avergli illustrato il contenuto dell’atto, i carabinieri lo hanno trasferito alla casa circondariale di via Saffi. Lì ha trascorso la prima notte di nozze e lì si trova tuttora, in attesa che venga stabilita la struttura detentiva nella quale dovrà scontare la pena.

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