Fredy Pacini.
in foto: Fredy Pacini.

A quasi due anni e mezzo di distanza dai fatti, si è conclusa in modo definitivo e con una archiviazione la vicenda di Fredy Pacini, il gommista di Arezzo che sparò ai ladri uccidendone uno durante un tentativo di furto notturno nel suo capannone commerciale. Il Gip di Arezzo Fabio Lombardo infatti ha accolto la richiesta presentata per la seconda volta dalla stessa procura toscana e ha firmato l’ordinanza di archiviazione definitiva del caso.  “È la fine di un incubo anche se per me questa storia non finirà mai” ha dichiarato a caldo il gommista 61enne di Monte San Savino. L’uomo era accusato del reato di eccesso colposo di legittima difesa per aver esploso dei colpi di arma da fuoco contro Mircea Vitalie, 29enne moldavo che si era introdotto nel suo capannone il 28 novembre del 2018. Il ragazzo, colpito al fianco e a una gamba, morì poco dopo a causa di una emorragia interna.

Per Fredy Pacini la Procura aveva chiesto l’archiviazione

Dopo gli accertamenti investigativi, la stessa Procura aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta a carico dell’uomo per "legittima difesa putativa", che si basava però non sulla nuova legge sulla legittima difesa, ma sul vecchio impianto normativo. Il Giudice per le indagini preliminari, però, aveva rigettato la richiesta accogliendo invece quella dei familiari della vittima per ulteriori indagini. Il gip aveva imposto ai pm di indagare ulteriormente e ordinato nuovi accertamenti. Anche il supplemento di indagini però aveva portato la Procura a formulare la stessa richiesta basta però questa volta da nuova legge sulla legittima difesa. Il gip ieri infine ha accolto la richiesta ritenendo sussistente la causa di non punibilità introdotta dalla nuova normativa.

"Grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo"

Per il gip il gomista agì "sicuramente in modo avventato e precipitoso, eccedendo colposamente i limiti di difesa legittima putativa" ma nel caso in esame è configurabile lo stato di "grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo attuale" che la nuova legge sulla legittima difesa ha introdotto come causa di non punibilità. Per il giudice "è ragionevole che Pacini possa essersi prefigurato che, di lì a poco, si sarebbe potuto trovare in serio pericolo di vita e che abbiamo temuto per la sua incolumità. A ciò si aggiunga che il fatto è avvenuto in piena notte, in una zona isolata e che le forze dell'ordine, quand'anche fossero state allertate immediatamente dall'impianto di allarme, non sarebbero potute intervenire sul luogo prima di 15-20 minuti". “Comprendo la gravità della vicenda ma è importante che il giudice abbia capito che non potevo fare diversamente. Quella notte tuttavia resterà sempre impressa dentro di me" ha dichiarato Fredy Pacini.