Sindaco nega la cittadinanza a una donna nel giorno del giuramento: “Non capisce l’italiano”
Il sindaco del comune padovano di Cadoneghe, Marco Schiesaro, ha negato la cittadinanza a una donna. È successo proprio nel giorno in cui lei avrebbe dovuto prestare giuramento in Comune, la tappa finale del percorso di acquisizione. A raccontare l'accaduto è il primo cittadino in un post su Facebook in cui prima spiega che la donna "non era in grado di comprendere le domande più semplici in italiano", per poi sottolineare che "la cittadinanza italiana è un traguardo importante".
C'è poi un aspetto umano dietro quello politico, la donna doveva leggere il testo del giuramento per la cittadinanza, ma non sarebbe stata in grado di farlo. Vista dalla prospettiva della donna protagonista della vicenda, la scena descritta da Schiesaro è l'esatta rappresentazione di un incubo: non essere all'altezza di quell'ultima prova, proprio quando tutti gli occhi sono puntati su di te. Il tutto mentre si torna a discutere di immigrazione e integrazione in vista della imminente campagna elettorale per le politiche.
L'episodio è stato raccontato dal sindaco di centrodestra proprio nei giorni della polemica su scuola e immigrazione innescata dalle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni dal palco di Fenix, l'evento annuale di Gioventù Nazionale. In quell'occasione, la presidente del consiglio ha annunciato di voler introdurre l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l'italiano.
Il Sindaco: "La cittadinanza italiana è un traguardo"
Lunedì 21 settembre, Schiesaro ha negato la cittadinanza a una donna arrivata in Comune nel giorno del giuramento. Per tante persone si tratta di una vera e propria festa che va a coronare un percorso di vita, ma in questo caso gli eventi sono andati diversamente.
"Diventare cittadini italiani significa entrare pienamente a far parte della nostra comunità, acquisendo diritti ma anche assumendosi doveri e responsabilità – sottolinea il primo cittadino – La legge stabilisce requisiti precisi e, nei casi previsti, richiede anche un’adeguata conoscenza della lingua italiana". Su quest'ultimo punto sarebbe inciampata la donna vittima del post.
"Una persona convocata per il giuramento non era in grado di comprendere le domande più semplici in italiano e nemmeno di leggere autonomamente il verbale del proprio giuramento. Ho provato a rivolgerle alcune semplici domande, ma non è stata in grado di rispondere in italiano. Il marito, presente al giuramento, ha cercato di rispondere al suo posto, ma naturalmente non ho accettato: chi presta giuramento deve essere personalmente consapevole e comprendere ciò che sta facendo".
Ciò è accaduto per motivi non chiari che potrebbero andare dall'emozione alla scarsa conoscenza della lingua. Il sindaco stesso l'ha rimandata allo scopo di permettere le "necessarie verifiche".
Il sindaco fa notare che "la cittadinanza non può essere considerata una semplice formalità burocratica. Significa appartenere a una comunità, conoscerne le regole, rispettarne le leggi e comprendere il significato dell’impegno che si sta assumendo davanti alla Repubblica". E dà anche la soluzione: "integrarsi".
"Integrare – prosegue – significa anche questo: fare la propria parte. La cittadinanza italiana è un traguardo importante. Proprio per questo va rispettata, valorizzata e presa sul serio".
Il concetto di cittadinanza come traguardo da raggiungere alla luce del proprio valore, portato avanti dal sindaco, riguarda però non riguarda tutti: coloro che discendono da un italiano, infatti, in forza dello ius sanguinis, non hanno bisogno di dimostrare nessuna competenza per diventare cittadini, possono farlo anche se non parlano una parola di italiano.
Il valore attraverso cui si può sperare di ottenere la cittadinanza, però, può essere anche economico. In un'intervista rilasciata al Gazzettino nel 2024, al momento della vittoria alle comunali, il sindaco Schiesaro spiega che il suo è un "centrodestra è aperto, libero, ma soprattutto che guarda ai nuovi ingressi di stranieri comunitari con grande disponibilità", ed esplicita: "perché per me si è cittadini di un Paese quando si pagano le tasse, si è corretti, onesti, quando si decide di condividere la nostra storia, le nostre regole".