video suggerito
video suggerito

Si rompe la caviglia a casa in smart working: Tribunale riconosce infortunio sul lavoro a Padova

Il giudice di Padova ha stabilito che farsi male a casa durante lo smart working è infortunio sul lavoro e ha disposto il rimborso delle spese mediche a una lavoratrice da parte dell’Inail.
A cura di Davide Falcioni
0 CONDIVISIONI
Immagine

Cadere in casa durante l'orario di smart working è un infortunio sul lavoro. Lo ha stabilito per la prima volta in Italia una sentenza del giudice di Padova Maurizio Pascali, pubblicata l'8 maggio 2025 e resa nota in questi giorni.

Il magistrato della sezione Lavoro ha accolto il ricorso di una sessantenne padovana, iscritta al sindacato Fgu Gilda Unams e assistita dagli avvocati Luca Scarso e Carmela Furian. Con la classificazione dell'incidente come infortunio sul lavoro, la donna ha ottenuto il riconoscimento dell'invalidità al 9 per cento, secondo l'accordo raggiunto con l'Inail a processo già iniziato. Il tribunale – come ricostruisce il Corriere – ha inoltre condannato l'istituto al rimborso delle spese mediche private per 1.284 euro, oltre alle spese legali. "Un grande successo per la nostra lavoratrice, per i nostri avvocati e per il nostro sindacato e una nuova battaglia vinta per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori", ha commentato il segretario della Fgu GildaUnams Andrea Berto.

Ma facciamo un passo indietro: era l'8 aprile 2022, alle 13.50, dieci minuti prima della fine del turno, quando la dipendente del dipartimento giuridico dell'Università stava partecipando a una riunione su Zoom. Si alzò dalla scrivania per prendere della documentazione dalla borsa ma cadde, riportando la frattura della caviglia in due punti, a seguito della quale furono necessari ricovero in ospedale e intervento chirurgico.

Inizialmente l'Inail aveva escluso la natura di infortunio sul lavoro "dopo averlo riconosciuto come indennizzabile in un primo momento", spiega Berto. La lavoratrice si è quindi dovuta pagare tutte le spese mediche: visite private, medicazioni, noleggio della sedia a rotelle. Una seconda istanza al sindacato ha ricevuto un nuovo diniego, rendendo necessario il ricorso al tribunale.

In aula l'Istituto ha riconosciuto l'incidente come infortunio sul lavoro, ma ha rifiutato di rifondere le spese mediche private. Il giudice Pascali ha invece ritenuto le "spese congrue in considerazione della particolarità del caso e della non celerità del servizio pubblico", disponendo il rimborso di 1.284 euro da parte dell'Inail.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views