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Si getta dal balcone per scappare dal marito che vuole ucciderla. Il giudice: “Si prostituiva, non è femminicidio”

Un uomo di 65 anni è finito in carcere per aver cercato di uccidere la moglie dopo aver scoperto che quest’ultima si prostituiva. La donna è sopravvissuta ma ha riportato lesioni alla colonna vertebrale. Per il giudice non vi sarebbero le condizioni del tentato femminicidio. La sentenza shock ad Imperia: “Reato non commesso come atto di prevaricazione”.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Un uomo di 65 anni ha provato a uccidere la moglie con forbici e coltello a Imperia l'8 gennaio e la vittima, per sfuggire alla violenza, si è gettata dal balcone. La donna, una giovane brasiliana di 44 anni, è sopravvissuta all'aggressione e il pubblico ministero ha contestato al 65enne autore del gesto l'accusa di tentato femminicidio, ma il gip Massimiliano Botti l'ha derubricata a tentato omicidio perché, secondo lui, non vi sarebbero le condizioni del femminicidio.

Secondo il giudice sarebbe caduta l'aggravante del femminicidio perché il fatto "non è stato commesso come atto di odio, di discriminazione, di prevaricazione, di possesso o dominio in quanto donna", ma perché il 65enne aveva scoperto che la donna si prostituiva.

La sentenza shock, arrivata in seguito all'applicazione della legge la 181 del 2 dicembre 2025, dedicata proprio al delitto di femminicidio, ha aperto un vero e proprio dibattito.

"Appare dubbio che l'esercizio della prostituzione da parte della vittima costituisca espressione di una libertà individuale, – si legge nell'ordinanza – tenuto conto che, in costanza del rapporto di matrimonio, i coniugi sono tenuti ad obblighi di rispetto e fedeltà reciproci. L'indagato ha riferito agli operatori della polizia giudiziaria di aver aggredito la moglie perché aveva scoperto l'attività di quest'ultima". Poi conclude: "Al momento non risulta in alcun modo che la lite da cui è scaturita l'aggressione fosse determinata dall'odio discriminatorio nei confronti della moglie".

Il 65enne, difeso dall'avvocato Alberto Pezzini, è stato arrestato giovedì scorso e si trova in carcere perché per il giudice sussiste il pericolo di reiterazione del reato. Deporrebbero in tal senso la ferocia manifestata durante l'aggressione e l'atteggiamento cinico che, secondo i testimoni, il 65enne avrebbe mantenuto nei confronti della vittima appena precipitata dal balcone.

La vittima è ricoverata in prognosi riservata all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, ma è fuori pericolo di vita. La 44enne attende di essere sottoposta a intervento chirurgico per le lesioni alla colonna vertebrale.

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