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Seviziate e uccise a 7 e 10 anni, processo da rifare

Le prove presentate dai legali dei tre uomini condannati per il massacro delle due bambine, avvenuto trenta anni fa a Napoli, riaprono il procedimento giudiziario.
A cura di Antonio Palma
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Seviziarono e uccisero due bambine, processo da rifare

A circa trent’anni di distanza dall’atroce delitto delle due bambine di 7 e 10 anni che sconvolse la periferia di Napoli dovrà esserci un nuovo processo. Il massacro di Nunzia e Barbara avvenne a Ponticelli il 2 luglio 1983 e dell’atroce delitto furono accusati tre operai napoletani condannati in tutti e tre i gradi di giudizio per aver violentato, seviziato e dato alle fiamme i corpi delle vittime. I tre nonostante la condanna però si sono sempre dichiarati innocenti e oggi sembra che le nuove prove raccolte gli diano ragione. La Corte d’appello di Roma infatti ha ritenuto che le nuove prove presentate dai difensori degli imputati sono importanti e sembrano scagionare i tre uomini che hanno già trascorso 27 anni in carcere. In pratica i legali di Ciro Imperante, Luigi Schiavo e Giuseppe La Rocca lo scorso giugno hanno presentato ai giudici una relazione con i risultati delle indagini difensive dalla quale emerge che il delitto fu compiuto in un orario diverso da quello stabilito nel processo, non alle otto di sera ma a mezzanotte.

Il cambio di orario è stato individuato grazie a testimonianze di vari abitanti del quartiere di Ponticelli che non furono mai ascoltate dagli inquirenti negli anni Ottanta,  e da prove scientifiche, come la tempistica di incendio dei cadaveri. Per i difensori dei tre uomini furono le modalità investigative a portare all'errore dei giudici che li condannarono all'ergastolo. In realtà già nel 1992 e nel 2000 furono presentate due richieste di revisione del processo ma entrambe furono bocciate, mentre oggi di fronte alle nuove prove presentate dalla difesa la Corte di Appello di Roma ha dato parere positivo e ha convocato i tre imputati per il prossimo 16 maggio. I difensori dei tre uomini sono convinti che ad uccidere le due bambine sia stato un quarto uomo rimasto fino ad oggi sconosciuto, e per dimostrare le loro tesi sono pronti ad ascoltare una serie di testimoni che fornirebbero un alibi ai tre operai per quell’ora.

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