Ali Sakallioglu (foto da Facebook)
in foto: Ali Sakallioglu (foto da Facebook)

Ali Sakallioglu, tassista di 56 anni, ha trascorso 222 giorni in ospedale a causa del Coronavirus. Nel Regno Unito sono morte oltre 50.000 persone a causa del contagio e della prima politica di gestione dell'epidemia che mirava al raggiungimento dell'immunità di gregge. Lo stesso Ali ha visto tantissime persone morire durante la sua degenza e dopo un lungo periodo di ricovero è riuscito finalmente a guarire e tornare a casa. In ospedale, l'uomo ha avuto un infarto, un ictus, un grave collasso ai polmoni e sepsi. Tre volte la sua famiglia ha ricevuto la terribile chiamata dei medici che davano ad Ali poche chance di sopravvivere, eppure ce l'ha fatta tutte le volte. 

Adesso è tornato nella sua abitazione di Londra dove i familiari lo stavano aspettando per una festa. "Possiamo combattere il Covid insieme – ha dichiarato il tassista-. La Gran Bretagna può farcela". Subito dopo ha esortato le persone a rispettare le restrizioni imposte dal governo, in modo da poter "mandare a casa questo virus in taxi". Ali, che ha il diabete di tipo 1, ha sviluppato i sintomi del Covid a fine marzo. Subito si è isolato, istruito dall'111. Quando i sintomi sono peggiorati a inizio aprile, è stato ricoverato in ospedale e gli è stato assegnato un ventilatore per tenerlo in vita.

Le complicazioni per lui, però, erano appena iniziate. Dopo l'infarto, è stato trasferito al King's College Hospital per un intervento chirurgico. Lì ha trascorso tre mesi in coma indotto ed è poi stato trasferito in una casa di cura per la riabilitazione. Ha dovuto infatti riprendere a camminare e il suo è stato un percorso che descrive come durissimo. Adesso però spera di poter tornare a lavorare come tassista e si fa portavoce della necessità di seguire in Inghilterra tutte le disposizioni necessarie per evitare il contagio.