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Sesso con fidanzata 13enne, 18enne a processo per violenza ma il giudice lo assolve: “Condotta non offensiva”

Arrivati in ospedale temendo una gravidanza, il caso dei fidanzatini era stato segnalato dai medici alla Procura di Genova e il 18enne era finito a processo per atti sessuali su minori. Il giudice però ora lo ha assolto con formula piena perché il fatto non sussiste.
A cura di Antonio Palma
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Un rapporto consensuale tra due fidanzatini adolescenti di 18 e 13 anni si è trasformato in un processo per violenza per un ragazzo ligure appena maggiorenne, portato in tribunale dai pm con l’accusa di atti sessuali su minori ma assolto dai giudici dopo oltre due anni perché il fatto non sussiste. È accaduto a Genova dove il ragazzo ora è stato assolto con formula piena dalla gip durante processo con rito abbreviato in base al principio della condotta "non offensiva".

La giudice ha accolto così la tesi difensiva stabilendo in pratica che quel rapporto, pur con una minore di 14 anni, non costituiva violenza. Le motivazioni saranno depositate solo nelle prossime settimane ma, come ha spiegato il difensore del ragazzo, la sentenza fa riferimento al principio della non offensività del reato, più volte ribadito dalla giurisprudenza. Secondo questo principio, un comportamento per essere punito, pur integrando formalmente un reato, deve ledere effettivamente un bene protetto, come l'integrità fisica o la libertà sessuale.

Qualcosa che, come ribadito anche dalla stessa presunta vittima della violenza, questa volta non c’è stato. Si trattava infatti di una relazione tra coetanei, con lui appena maggiorenne e lei quasi 14enne, senza elementi di costrizione, sfruttamento o squilibrio significativo. Insomma, se per la legge è sempre reato avere rapporti con minori di 14 anni, in questo caso emerge l'assoluta inoffensività delle condotte visto che i due ragazzi sono rimasti amici e non risultano strascichi psicologici per la minore che non si è nemmeno costituita parte civile al processo.

Tutto infatti era nato non da una sua denuncia e nemmeno da una segnalazione dei familiari ma da una comunicazione dei medici a cui i due ragazzi si erano rivolti dopo il rapporto nel 2023. Temendo una gravidanza, infatti, si erano recati insieme in ospedale dove però la ragazzina non era risultata incinta. I medici, come da protocolli, avevano però dovuto segnalare il caso in Procura vista l’età della minore. Per il 18enne era scattato così il rinvio a giudizio e la richiesta di dieci mesi di reclusione da parte del pm. Nei giorni scorsi è arrivata invece l'assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste.

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