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Sequestrate 20 tonnellate di pesci e gamberi pronti alla vendita a Prato: “Non idonei al consumo umano”

Il sequestro dopo un blitz di guardia costiera e ASL all’interno di un deposito di una ditta di importazione di Prato. Chiuso un magazzino per carenze igienico sanitarie e sanzioni per oltre 4mila euro.
A cura di Antonio Palma
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Gli uomini della Guardia costiera di Livorno, insieme ai funzionari dell'azienda sanitaria di Prato, hanno rinvenuto e posto sotto sequestro oltre 20 tonnellate di prodotti ittici importati dalla Cina ma privi di qualsiasi documentazione di tracciabilità e mal conservati, nonostante fossero già stoccati all'interno di un deposito di una ditta di importazione di Prato e pronti quindi alla vendita e alla distribuzione.

Il controllo a sorpresa, condotto dagli ispettori pesca della Guardia Costiera e dai funzionari Usl dell'Unità sicurezza alimentare, hanno constatato la completa mancanza di documentazione di tracciabilità della merce che era depositata nelle celle di stoccaggio. Si tratta di circa 20 tonnellate di alimenti tra gamberi, gronghi e acciughe, che avevano etichette e certificazioni assolutamente non conformi alla normativa europea.

Alcuni prodotti, oltre ad essere privi di qualsiasi documento attestante la provenienza, rendendo di fatto impossibile la tracciabilità, erano anche mal conservati. Per questo tutta la merce è stata dichiarata non idonea al consumo umano e quindi sequestrata per essere destinata allo smaltimento e alla distruzione.

Il magazzino sequestrato
Il magazzino sequestrato

Oltre alla mancata documentazione di accompagnamento dei prodotti ittici importati dalla Cina, nel corso dei controlli l'autorità sanitaria ha rilevato anche alcune carenze igienico sanitarie gravi nei locali dove venivano stoccati gli alimenti. Per questo l'Asl di Prato ha disposto l'immediata chiusura del deposito e la sospensione totale dell'attività di importazione e vendita degli alimenti fino al ripristino completo delle condizioni di idoneità dell'edificio per la detenzione e il commercio di alimenti.

Per tutte le irregolarità riscontrate, ai responsabili della società di importazione, gestita da cittadini di nazionalità extracomunitaria, sono state inflitte sanzioni amministrative per un totale di 4mila euro.

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