Doveva essere il fiore all'occhiello del Ministero dell'Istruzione e prevedeva  un sito in cui pubblicare dati e  mettere a disposizione della collettività tutte le informazioni disponibili relative alle scuole italiane di ogni ordine e grado, ma il progetto Scuola in Chiaro, dopo la pubblicazione di alcune autovalutazioni di alcuni istituti, è finito nella bufera. Come ha fatto notare Corrado Zunino su Repubblica, infatti, nel portale del Miur sono confluiti una serie di fascicoli di autovalutazione di alcune scuole che di fatto si sono trasformati  in pubblicità classiste in cui si sottolinea l'assenza ad esempio di particolari gruppi come i nomadi o addirittura stranieri in genere e diversamente abili, senza contare svantaggiati  e poveri.

Nel mirino ovviamente sono finiti alcuni licei più prestigiosi di diverse grandi città italiane dove in effetti alcune di queste categorie sono pressoché assenti  e i dirigenti scolastici non hanno mancato di sottolinearlo durante l'autovalutazione . Oltre ai casi di Roma, ad esempio con il liceo Visconti e il Falconieri, e quelli di Milano come ad esempio il liceo Parini,  nel mirino è finito anche un Liceo genovese, il prestigioso Classico Andrea D’Oria. Nel cosiddetto Rav, infatti, la scuola oltre a segnalare che "il contesto socio-economico e culturale è complessivamente di medio- alto livello", sottolinea che "l'assenza di gruppi di studenti con caratteristiche particolari dal punto di vista della provenienza culturale ( come, ad esempio nomadi o studenti provenienti da zone particolarmente svantaggiate) costituiscono un background favorevole alla collaborazione ed al dialogo fra scuola e famiglia".

Affermazioni che hanno sollevato non poche polemiche tanto da far intervenire anche la Ministra Fedeli che ha commentato: "Frasi che descrivono come un vantaggio l’assenza di stranieri o di studentesse e studenti provenienti da zone svantaggiate travisano completamente il ruolo della scuola". In realtà la descrizione delle "Opportunità" che fa riferimento a classi sociali  e anche cittadinanza accomuna tutte le scuole in quanto a dettare l'autodescrizione sono alcune domande guida che lo stesso Ministero fornisce. Si chiede ad esempio  il contesto socio-economico di provenienza degli studenti, la  presenta di situazioni di disabilità, ma anche se ci sono stranieri o gruppi particolari dal punto di vista della provenienza socio economica e culturale con esplicito riferimento a studenti nomadi.

"La ministra Fedeli è intervenuta sul caso senza nemmeno darci la possibilità di spiegare. Eppure noi seguiamo le linee guida del Ministero per compilare le autovalutazioni: l’equivoco nasce proprio dalle loro schede" si è difesa infatti la preside del Liceo classico D’Oria, Mariaurelia Viotti. "Lo ammetto, forse abbiamo utilizzato una formula ingenua per dire che la nostra didattica è agevolata dal fatto di avere un contesto socio culturale uniformemente medio alto"ha aggiunto la dirigente , sottolineando però che nella stessa scheda, si evidenzia anche "la scarsità di studenti stranieri che limita la possibilità di un più ampio confronto culturale all’interno dei gruppi-classe".

L’autovalutazione del liceo Andrea D’Oria di Genova
in foto: L’autovalutazione del liceo Andrea D’Oria di Genova