È il giorno delle prime decisioni giudiziarie sul caso di Carola Rackete la comandante della Sea-Watch arrestata dopo aver forzato il blocco della Guardia di finanza a attraccato al porto di Lampedusa per far sbarcare  i 42 migranti salvati dal mare.  Oggi infatti è la giornata dell'interrogatorio di garanzia davanti al Gip e dell'udienza di convalida dell'arresto dopo il provvedimento della custodia cautelare ai domiciliari disposto dall'autorità giudiziaria. La decisione è attesa per il pomeriggio di lunedì quando la comandante sarà trasferita dal domicilio privato di Lampedusa, dove è attualmente costretta a vivere, al Tribunale di Agrigento. Davanti al giudice per le indagini preliminari Carola dovrà spiegare le ragioni che l'hanno spinta a forzare il blocco e ignorare gli alt delle autorità e soprattutto la manovra per attraccare in porto che ha visto il rischio di collisione con la motovedette della guardia di finanza che tentava di fermarla. Uno degli avvocati della donna, Leonardo Marino ha assicurato che Carola Rackete "risponderà a tutte le domande e fornirà tutte le spiegazioni che le saranno richieste".

I reati contestati sono quello di rifiuto di obbedienza a nave da guerra, la resistenza o violenza contro nave da guerra e la navigazione in zone vietate oltre al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Al momento i pm della Procura di Agrigento che si occupano del caso hanno chiesto per lei la convalida dell'arresto ma nessun'altra misura restrittiva se non il divieto di dimora nella provincia siciliana. Questo ovviamente apre la possibilità ad una immediata scarcerazione della comandante che rimarrebbe sotto indagata ma a piede libero.

In questo contesto si potrebbe inserire il Viminale che è pronto a un immediato provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. "Voglio sperare che ci sia un giudice che renda giustizia ai quattro militari della guardia di finanza e a un popolo di 60 milioni di persone che non vuole essere la discarica di Europa. E quindi che venga confermato l'arresto di questa criminale. Se così non fosse il ministro dell'Interno ha già dato indicazione che venga prelevata e riportata a casa sua a Berlino" ha spiegato infatti il Ministro  dell'Intero Matteo Salvini.

Intanto la portavoce di Sea Watch Italia, Giorgia Lonardi, ha ribadito l'appoggio alla comandante. "Carola si è sacrificata per portare a terra i migranti e non si è pentita di quanto ha fatto, perché ha agito in stato di necessità. Noi crediamo che sia irresponsabile che anche nel momento in cui è stato violato un alt si faccia questo tipo di manovra ostruttiva nei confronti di una nave che non voleva certamente minacciare o bombardare" ha spiegato Lonardi, aggiungendo: "Carola si è effettivamente scusata con la Guardia di Finanza ma non per essere entrata in porto. Mi ha detto che non aveva scelta perché non poteva fare un'altra notte in mare. Dalle forze dell'ordine non c'è stata la stessa attenzione che hanno avuto per la nave per tutte quelle persone che hanno pesantemente insultato la Comandante. Si è lasciato per parecchio tempo che persone insultassero la comandante e l'equipaggio, Ho anche chiesto a un ufficiale di farci spostare ma sono stata ignorata. Daremo la massima collaborazione alle indagini",