Scuola, Pacifico (ANIEF): “Bene i corsi INDIRE per il sostegno, ma ora stabilizzare tutti i docenti precari”

"Ci sono almeno tre criticità ma in generale il giudizio sui corsi INDIRE e su quello che è stato fatto quest'anno, con l'aumento pure dei posti per i TFA sostegno, è positivo. Ma bisogna dare certezze a tutti i precari, riformando il sistema di reclutamento attraverso l'adeguamento dell'organico di fatto all'organico di diritto".
A parlare a Fanpage.it è Marcello Pacifico, presidente ANIEF, commentando le ultime novità per i precari della scuola e in particolare per gli insegnanti di sostegno. La scorsa settimana, infatti, il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che autorizza l’avvio dei nuovi percorsi di formazione per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I e II grado, per l’anno accademico 2024-2025. Le prove selettive si terranno dal 15 al 18 luglio, suddivise per gradi scolastici, per un totale di 35.784 posti disponibili.
E, soprattutto, contemporaneamente, dopo mesi di polemiche e annunci, partono anche i corsi INDIRE: è stato indetto un avviso di selezione per l’ammissione ai Percorsi di specializzazione nel sostegno didattico rivolti ai docenti che abbiano già maturato almeno tre anni di servizio su posti di sostegno negli ultimi cinque anni e a coloro che abbiano conseguito una specializzazione all'estero anche non riconosciuta. Le domande potranno essere presentate dal 25 giugno all'8 luglio.
Dott. Pacifico, ci sono criticità particolari per quanto riguarda i corsi INDIRE per il sostegno?
"Credo che ci siano almeno 3 criticità. In primis riteniamo che debba essere rivista l'idea di far rientrare nel bando solo i triennalisti che hanno fatto servizio negli ultimi 5 anni. Questo è un corso finalizzato a conseguire la specializzazione per chi ha insegnato per più di tre anni. Verificheremo in tribunale se è legittima la previsione di legge o se è incostituzionale. Così come ci sembra assurdo che siano esclusi coloro che nel frattempo hanno conseguito dopo il primo giugno 2024 la specializzazione all'estero. Infine, il decreto ministeriale prevede che vengano erogati corsi in due tranche. La norma ci dice che questi corsi avrebbero dovuto chiudersi entro il 31 dicembre quindi il fatto che stiamo partendo a luglio con una prima tranche fa sorgere dei dubbi. Chiediamo che sin da ora sia autorizzata la seconda tornata e un percorso parallelo e non successivo. Se in questo momento possiamo far partire un corso per 25mila candidati tra INDIRE (non più di 5mila) e gli atenei (che non sono più di 21mila), un terzo della platea (calcolata in circa 52mila persone) rimarrà fuori e l'altra metà dovrà aspettare la seconda tranche con tutti i punti interrogativi del caso".
Al di là di queste criticità, come giudica i corsi INDIRE?
"In generale il giudizio è positivo, anche su quello che è stato fatto quest'anno, dal momento che abbiamo anche aumentato il numero dei posti per i TFA sostegno, oltre 35mila. Noi come ANIEF già nel 2021 avevamo vinto un ricorso in Consiglio di Stato dimostrando che c'era un falso numero programmato da parte degli atenei rispetto al reale fabbisogno delle scuole. Ciò ha portato negli ultimi 5 anni da corsi TFA per il sostegno riservati a 14mila candidati a corsi che oggi sono aperti a più di 35mila candidati, a cui si aggiungono anche i corsi INDIRE, che finalmente partono. Però c'è bisogno di dare certezze anche a tutti quei candidati, 1 su 3, che ne rimarranno esclusi".
Come?
"È il sistema generale di reclutamento che deve essere riformato, prevedendo a regime che si possa continuare ad assumere sui posti di sostegno dalle GPS ma anche attraverso un sistema che con INDIRE e le università continui a selezionare il merito e a concedere l'abilitazione. Tutto questo – se si vuole pensare alla didattica – rimane una riforma incompiuta se parallelamente non andiamo ad adeguare l'organico di fatto all'organico di diritto: se un posto è stato assegnato per più di un anno alla stessa scuola vuol dire che non è in deroga ma che è un reale fabbisogno della scuola stessa".
Rispetto al sostegno, ciò come si traduce?
"Questa esigenza viene confermata dai dati delle iscrizioni degli alunni con disabilità che negli ultimi anni è cresciuto da 6 a 8mila unità annue. In questo momento il nostro organico di sostegno di ruolo è la metà dell'organico complessivo che è utilizzato, ciò significa che il 50% dei posti dati in supplenza viene dato per posti in deroga. Quest'anno il ministero ha aumentato di quasi duemila i posti di organico di sostegno, ma è una goccia in fondo al mare. Non solo si deve specializzare il personale non specializzato, non solo ampliare l'offerta formativa del TFA, non solo consentire il riconoscimento del percorso fatto all'estero ma una volta che si ha personale specializzato si deve fare in modo che possa entrare in ruolo per garantire la continuità didattica. A ciò si aggiunga il grande problema del precariato. C'è un disegno di legge firmata dalla senatrice Carmela Bucalo in discussione al senato che prevede un doppio canale di reclutamento che possa cominciare a sistemare tutte le storture di questa precarietà ormai cronica che ha portato l'Italia ad essere deferita in Corte di giustizia europea".