Un autentico "diplomificio" è stato scoperto dai carabinieri della Compagnia di Cosenza nel corso dell'inchiesta nella quale sono indagati 25 docenti accusati di avere presentato titoli di studio falsi per accedere all'insegnamento. La "sede centrale" del falso era nella casa di un pensionato 69enne di Mangone, in provincia di Cosenza.

Durante una perquisizione i carabinieri hanno trovato computer, stampanti e materiale informatico, oltre che copie cartacee di diplomi già falsificati. In particolare, sono state rinvenute trenta stampe di diplomi apparentemente rilasciati dall'"Istituto Nazionale Scuole e Corsi Professionali" compilati con nominativi di insegnanti già emersi durante l'operazione oltre a due risme di carta pergamenata per diplomi, in bianco, pronte per la stampa.

Un'indagata ha raccontato che il falsario, per il tramite di un intermediario, avrebbe chiesto alla donna la somma di 3.000 euro in cambio del falso titolo di studio. L'inchiesta è un'evoluzione di una prima fase di indagini conclusa due anni fa. Nella vecchia tranche, gli insegnanti indagati furono trentatré. Il clamore suscitato da quell'operazione ha spinto diversi dirigenti scolastici a svolgere controlli approfonditi sui titoli presentati dagli aspiranti insegnanti. Ed è proprio in seguito all'input arrivato ai carabinieri da due dirigenti che è stata avviata la seconda fase di indagine che ha visto un fitto scambio di informazioni tra gli stessi dirigenti e la Sezione operativa dei Carabinieri di Cosenza. I risultati dell'inchiesta, condotta in sinergia con gli Usr-Atp di tutta Italia, ha già portato all'allontanamento di molti degli insegnanti in possesso dei titoli falsi.