11 Ottobre 2021
14:59

Sciopero generale, a Piacenza i lavoratori hanno bloccato il magazzino Amazon

Circa mille lavoratori iscritti al sindacato Si Cobas stanno bloccando da questa mattina alle 11 il magazzino Amazon di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, nell’ambito dello sciopero generale indetto dai sindacati di base. Allo sciopero stanno partecipando operai di tutto il Nord Italia.
A cura di Davide Falcioni

Circa duemila lavoratori iscritti al sindacato Si Cobas stanno bloccando da questa mattina alle 11 il magazzino Amazon di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, nell'ambito dello sciopero generale indetto dai sindacati di base in tutti i comparti del pubblico impiego e del privato per tutta la giornata di oggi, lunedì 11 ottobre. I lavoratori della logistica e dei trasporti hanno impedito l'accesso ai mezzi in entrata e in uscita dall'hub Amazon, che sorge ai confini tra le  province di Piacenza e Pavia. La manifestazione è stata presidiata da un robusto cordone di polizia e carabinieri e si è svolta in un clima di forte tensione. In una breve nota i Si Cobas hanno spiegato: "Il governo Draghi vuole sfruttare il Pnrr per ristrutturare l'intero mercato del lavoro sul modello Amazon, fatto di ultraprecarietà e repressione dei lavoratori. Per questo bisogna distruggere questo modello nemico dei diritti e dei lavoratori". Al blocco hanno partecipato non solo i lavoratori  piacentini, ma anche da Milano, Lecco, Pavia, Bergamo e un po’ da tutto il Nord Italia.

Mohamed Arafat, sindacalista del Si Cobas piacentino, ha spiegato nel dettaglio le ragioni della protesta. "È stata una manifestazione pacifica – ha detto all'AGI -, stiamo chiedendo i diritti dei lavoratori sia di Amazon sia per Zara e per protestare contro i 280 licenziati di Fedex. Noi abbiamo fatto una piattaforma di Amazon dove abbiamo chiesto il rispetto del contratto collettivo nazionale con cui non si possono avere più del 35% di persone assunte a tempo determinato contro il 70% attuale di Amazon, abbiamo richiesto la trasformazione del contratto di commercio in quello logistico e il riconoscimento delle maggiorazioni del sabato al 50%, il domenicale al 65% e il notturno al 75%; oggi ci stanno pagando il 20%. Abbiamo inoltre chiesto di modificare il modello di sicurezza all'interno del magazzino – aggiunge – il sindacalista del Si Cobas – perché loro cercano di impedire ai lavoratori di chiamare l'ambulanza quando c'è un infortunio privilegiando l'infermeria interna".

Le motivazioni dello sciopero generale di oggi, 11 ottobre

A indire lo sciopero generale di oggi sono stati i sindacati di base – Confederazione Cobas, Cobas Sardegna, Cobas Sanità, Cub, Sgb, Orsa, Unicobas, Usi Cit, Usb – con l'obiettivo di "contribuire a costruire una reale opposizione sociale" al governo Draghi. "Siamo di fronte ad un governo composto da partiti di centro-destra e centro- sinistra, tutti uniti sotto la guida del banchiere Draghi, in un quadro di intesa con l’intera Ue, in stretta alleanza con la Confindustria, che vuole approfittare dell’emergenza Covid per ulteriori e pesanti riduzioni dei diritti e della forza contrattuale della classe lavoratrice. Da tutto ciò ne deriva una politica di facili licenziamenti, come la sospensione del blocco dei licenziamenti dimostra, le devastanti delocalizzazioni aziendali, una precarizzazione in continuo aumento attraverso la diffusione dei contratti atipici e le esternalizzazioni dei settori privati e pubblici, attraverso la pratica di appalti e sub-appalti che negano i principali diritti a lavoratrici e lavoratori",

I sindacati chiedono la "riduzione del tempo di lavoro a parità di salario per contrastare la disoccupazione", il ricorso al "contratto a tempo indeterminato come regola generale, l’innalzamento dei salari reali e un salario minimo europeo, l’abolizione del Jobs Act e della riforma Fornero; parità salariale per le donne; no allo sblocco dei licenziamenti e alla sospensione del reddito per mancanza di Green pass; sì alla soppressione di appalti e subappalti, con internalizzazioni a partire dal pubblico impiego". I lavoratori, inoltre, voglio la "rivalutazione delle pensioni attuali e pensioni pubbliche garantite ai giovani,  un reddito universale, esteso anche alle/ai migranti, il rafforzamento dei sistemi ispettivi e del ruolo delle RLS, per una reale sicurezza sul lavoro, un’inversione di tendenza rispetto ai disastri ecologici e al cambiamento climatico provocati dal capitalismo, evitando operazioni di green washing e infine  il rilancio dello Stato sociale" tramite una serie investimenti in scuola, sanità e trasporti pubblici.

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