Sciopero generale 9 marzo, i mezzi di trasporto non sono coinvolti: i settori a rischio

Sciopero generale oggi lunedì 9 marzo ma i mezzi di trasporto non sono coinvolti dopo che le associazioni sindacali che hanno indetto la protesta hanno deciso di escludere l’intero settore dallo stop evitando così disagi per bus, treni e metropolitane. L’astensione dal lavoro riguarderà tutti i settori pubblici e privati come scuola e sanità, ad esclusione appunto dei trasporti, sia a livello nazione che locale. Questi infatti saranno interessati da altre proteste di settore nei prossimi giorni come ad esempio lo sciopero dei treni Italo di mercoledì prossimo e quello di diverse aziende del trasporto locale a fine mese come Atm a Milano ed Eav a Napoli.
Lo sciopero generale di oggi invece riguarda tutto il personale di tutti i restanti comparti, sia in aree pubbliche sia in categorie del lavoro privato e cooperativo. Lo stop per l’intera giornata di oggi riguarda ad esempio scuola, università e sanità ma anche pubbliche amministrazioni e uffici pubblici locali, terziario, turismo e servizi in genere. Nel settore della sanità ovviamente vengono comunque garantiti i servizi essenziali mentre nelle scuole sono i presidi a valutare eventuali chiusure in base all’adesione dei docenti.
Come spiegano dalla Commissione di garanzia dello sciopero, le organizzazioni proclamanti hanno escluso l’intero settore dei trasporti mentre per i Vigili del Fuoco la protesta è stata ridotta a sole quattro ore, dalle ore 9.00 alle ore 13.00.
La protesta è stata indetta dai sindacati di base Slai-Cobas, Usb e Clap “contro la precarietà forzata e per un salario dignitoso” e per chiedere “Salario Minimo e aumenti veri, welfare Pubblico e Universale e Tutele reali” per i lavoratori. La protesta si inserisce in generale nel contesto delle mobilitazioni legate alla Giornata internazionale dei diritti delle donne. “La crisi economica da anni ha raggiunto livelli insostenibili, e a pagare il conto più salato sono, ancora una volta, le donne. Dal trauma del Covid 19 al passaggio verso un’economia di guerra avanzata, il percorso è segnato: un costante impoverimento che colpisce prioritariamente le lavoratrici” spiegano i sindacati.