Sono tutti tornati in libertà, con diverse restrizioni fra cui il divieto di lasciare il territorio francese, gli ex terroristi italiani posti mercoledì in stato di fermo in Francia nell'ambito dell'operazione “Ombre Rosse”. I processi davanti alla Chambre de l'Instruction della Corte d'Appello di Parigi, che dovrà entrare nel merito della richiesta di estradizione dell'Italia nei loro confronti, inizierà mercoledì prossimo. Ieri, dopo gli arresti del giorno precedente, si sono costituiti prima Luigi Bergamin e poi Raffaele Ventura: entrambi si sono presentati coi loro avvocati al Palazzo di Giustizia. È rimasto latitante solo Maurizio Di Marzio, per il quale scatterà la prescrizione il 10 maggio. Nove in totale gli arrestati: i giudici hanno convenuto di porre fine al fermo per tutti, accompagnando la decisione con misure cautelari: fra queste, appunto, il divieto di lasciare il territorio francese e l'obbligo di presentarsi a orari prestabiliti a un commissariato.

Chi sono i terroristi arrestati in Francia

Sette gli ex terroristi italiani rifugiati in Francia che sono stati arrestati su richiesta dell’Italia mercoledì, tre quelli che risultavano ancora ricercati. I dieci sono accusati di atti di terrorismo risalenti agli anni '70 e ’80. Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi, delle Brigate Rosse, Giorgio Pietrostefani di Lotta Continua e Narciso Manenti dei Nuclei Armati contro il Potere territoriale, i sette arrestati mercoledì. Poi Luigi Bergamin, ex militante dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo), e Raffaele Ventura, condannato per l'omicidio del vice brigadiere Antonino Custra nel 1977 a Milano, si sono costituiti.

"La delinquenza abituale si dichiara con almeno due sentenze di condanna e non ha senso che arrivi 33 anni dopo”, così l'avvocato Giovanni Ceola, legale di Bergamin, ha impugnato il provvedimento con cui lo scorso marzo il magistrato della Sorveglianza di Milano Gloria Gambitta ha dichiarato il suo assistito delinquente abituale. Il provvedimento ha effetti sulla estinzione della pena, interrompendo la prescrizione dell'8 aprile scorso, di 16 anni e 11 mesi per concorso morale negli omicidi di Antonio Santoro e di Andrea Campagna.