Panico in una scuola dell’infanzia del Savonese: un bambino che frequenta l’istituto è stato portato in ospedale con febbre e tosse e dagli accertamenti risulta positivo al test dello pneumococco. Quanto basta per indurre i genitori degli altri piccoli alunni ad entrare in fibrillazione. Inutile dire che il Coronavirus ha sicuramente contribuito ad alimentare la psicosi. La notizia è riportata dal Secolo XIX. A far scattare l’allarme è stata soprattutto la comunicazione urgente inviata dalla direzione scolastica alle famiglie per avvertire che un bambino era risultato positivo al test dello pneumococco: “L’ospedale consiglia ai genitori di recarsi dal medico in caso di tosse e febbre, per sottoporsi al tampone”. Immediatamente mamme e papà hanno chiamato i pediatri, molti si sono presentati direttamente prendendo d’assalto gli studi medici, altri ancora si sono rivolti persino agli ospedali. Nel frattempo la catena di messaggi su Facebook e Whatsapp contribuiva a mantenere alta l’agitazione. Solo l’intervento degli stessi specialisti per l’infanzia e dell’Asl, che sono riusciti a ricostruire la vicenda e a rassicurare scuola e famiglie, hanno permesso di riportare la situazione alla calma.

Il primario del reparto di Pediatria, Alberto Gaiero, è rimasto stupito dall’accaduto, ma ha rassicurato: “Nessuno, tantomeno dal reparto, ha mai invitato i genitori a recarsi dal pediatra, perché non esiste alcun rischio per i bambini. Alla base di tutto c’è probabilmente un corto circuito di comunicazione, che grazie alla repentina collaborazione tra pediatria del territorio e ospedaliera è stata ridimensionata e risolta in poche ore”. Contattata dall’Asl, la direzione scolastica ha intuito di aver sollevato un inutile polverone. E così ha inviato un secondo avviso a tutte le famiglie poche ore dopo, spiegando l’accaduto e scusandosi per l’incidente.