Augusto Cherchi, ex consigliere regionale della Sardegna primario dell'unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell'ospedale San Martino di Oristano, e il sindaco di Macomer Antonio Succu, già primario del reparto di Ginecologia dello stesso nosocomio e ora a capo del medesimo reparto a Nuoro, entrambi esponenti del Partito dei sardi, sono i primi nomi eccellenti emersi tra le persone arrestate per lo scandalo della sanità a Oristano. Entrambi sono stati posti ai domiciliari, così come un infermiere originario di Silanus (Nuoro), Salvatore Manai e il capo del personale dell'ospedale San Martino Salvatore Manai.

Le manette sono scattate questa mattina prima dell'alba e sono ancora in corso numerose perquisizioni nel territorio delle province di Oristano, Cagliari, Sassari e Nuoro.  L'inchiesta, denominata "Ippocrate", era iniziata nel 2017 con una serie di perquisizioni negli uffici della Assl di Oristano e dell'Ospedale San Martino di Oristano e riguardava in particolare una sorta di racket delle assunzioni che pare andasse avanti da diverso tempo. Successivamente era stato sentito come testimone negli uffici della Procura anche l'allora presidente della Regione Francesco Pigliaru.

Stando a quanto emerso nel corso delle indagini infermieri, ostetriche, operatori sociosanitari e lavoratori interinali venivano assunti solo dopo la promessa di garantire il proprio voto ai politici coinvolti. A fare da "filtro" un'altra indagata, Agnese Canalis, responsabile dell'agenzia interinale di Sassari E Work, nei confronti della quale è scattata l'interdizione per un anno dal suo incarico. La donna, secondo l'accusa, reclutava le figure professionali richieste dall'allora Asl 5 di Oristano rispettando le indicazioni di Cherchi, Succu e Manai. Nel registro degli indagati un'altra ventina di persone che avrebbero assicurato il proprio voto o la propria candidatura in cambio del lavoro. Le accuse, a vario titolo, vanno dalla corruzione alla frode nelle pubbliche forniture, dall'omissione di atti d'ufficio all'abuso d'ufficio e rivelazione di segreti d'ufficio.

A far scattare le indagini circa due anni fa sono state alcune segnalazioni, ma per gli uomini della Guardia di Finanza non è stato semplice trovare riscontri. Gli indagati infatti si muovevano con molta attenzione, gli incontri per decidere chi dovesse vincere i concorsi si svolgevano sovente nelle camere mortuarie o nelle sale operatorie, sempre al riparo dalle intercettazioni.