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21 Giugno 2011
12:22

Salvatore Parolisi indagato per omicidio volontario: ecco i particolari che non tornano nel suo racconto

Svolta nell’omicidio di Melania Rea, la giovane napoletana trovata morta nel bosco delle Casermette lo scorso 20 aprile. Si indaga sul marito, Salvatore Parolisi: ecco le falle presenti nelle sue deposizioni.
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marito melania rea

Chi ha seguito il delitto di Melania Rea, forse attendeva questa notizia da tempo: Salvatore Parolisi, il marito della giovane di Somma Vesuviana, è indagato per omicidio volontario. L'avviso di garanzia è stato notificato al caporal maggiore stamattina a Frattamaggiore, dove era in licenza: ciononostante l'uomo resta a piede libero. Contestualmente alla notifica dell'avviso di garanzia, all'uomo è stato richiesto di presentarsi venerdì prossimo ad Ascoli Piceno per un interrogatorio, durante il quale dovrà chiarire la sua posizione. Ad ogni modo, come abbiamo più volte sottolineato il racconto di Salvatore Parolisi sul giorno della scomparsa è ricco di stranezze, vediamole in rassegna.

Come mai Melania è uscita senza borsa né ricambi per la piccola?

Il 18 aprile scorso Melania, Salvatore e la piccola Vittoria  partono per una passeggiata a Colle San Marco. In quell'occasione Melania avrebbe lasciato a casa sia la borsa, sia il ricambio per la piccola: una circostanza quantomai improbabile Melania era una donna precisa e in quanto madre aveva naturalmente cura delle esigenze della sua bambina. Un particolare fatto notare anche dagli amici di Melania, che chiedono la verità e che Parolisi ha giustificato questa stranezza sottolineando che la passeggiata sarebbe durata poco e che Vittoria era stata cambiata poco prima di uscire di casa.

Melania era davvero a Colle San Marco il 18 aprile scorso?

In realtà, è in dubbio persino la presenza di Melania a Colle San Marco: al di là delle dichiarazioni farraginose di qualche mitomane, che  nel corso di una puntata di Chi l'ha Visto ha detto di aver visto la giovane di Somma Vesuviana  abbigliata in maniera piuttosto insolita, circa trenta testimoni presenti sul luogo della scomparsa negano di aver visto Melania su quel pianoro. Eppure di gente ce n'era.  C'era persino una scolaresca e nessuno, ciononostante sembra averla vista. Tutti abbiamo osservato le foto di Melania, non era certo una donna che passava inosservata e allora come è possibile che nessuno l'abbia notata?

Come faceva Salvatore Parolisi a conoscere la posizione in cui è stato trovato il corpo di Melania?

Tutti ricorderanno che il marito di Melania non partecipò alle ricerche; nei giorni della scomparsa preferì starsene nella caserma dove è istruttore, in compagnia della figlia Vittoria.  Quando Melania venne ritrovata senza vita nel Bosco delle Casermette, sul luogo della tragedia si recarono Michele Rea, il fratello, e l'amico di Salvatore Parolisi, Raffaele Paciolla, ma per quest'ultimo fu impossibile vedere da vicino il cadavere di Melania.  Durante un interrogatorio, invece, Parolisi parlando con gli inquirenti fa capire di sapere di conoscere con esattezza la posizione in cui si trovava il corpo di sua moglie, quando venne ritrovato. Allora gli venne chiesto come mai era a conoscenza di tali particolari e il caporal maggiore dichiarò che Raffaele gli aveva fatto vedere una foto scattata alle casermette. Parolisi ha mentito, Paciolla, come dimostrano anche le perizie sui suoi telefoni cellulari, non avrebbe scattato alcuna foto. E d'altra parte gli sarebbe stato impossibile, visto che non ha potuto vedere il cadavere Melania da vicino.

A queste stranezze, bugie, omissioni, si associano quelle relative alla tormentata vita sentimentale del caporal maggiore, forse la chiave del delitto. I tradimenti del caporal maggiore hanno rappresentato un punto di partenza interessante per le indagini, ma di certo  l'impianto accusatorio non poggia soltanto sull'infedeltà dell'uomo. Ciononostante, ancor prima che gli fosse notificato l'avviso di garanzia, Parolisi aveva più volte detto che i suoi sbagli non avevano connessione con la morte della moglie e, sentendo su di sè la pressione, aveva dichiarato di averla sì tradita ma non uccisa. Sulla notizia dell'avviso di garanzia, Parolisi ha fatto sapere attraverso il suo legale Walter Biscotti di essere tranquillo, perché non ha nulla da temere. Biscotti, inoltre ha detto che si tratta di "un atto a tutela dell'indagato" e che "non è cambiato nulla per lui, ormai era sotto i riflettori del linciaggio mediatico da più di un mese".

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