Salvatore Giglio scomparso a Cutro nel 2024, arrestati la moglie e il figlio: “Lo hanno ucciso e gettato nel fiume”
Salvatore Giglio è scomparso da Cutro, in provincia di Crotone, il 21 settembre 2024. A distanza di due anni, i Carabinieri hanno arrestato la moglie e il figlio per aver agito in concorso nell'omicidio e nell'occultamento del cadavere.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la moglie e il figlio 28enne avrebbero ucciso l'uomo per poi gettarne il corpo nelle acque del fiume Tacina, nella località Steccato di Cutro. Il corpo però non è stato ancora individuato.
L'omicidio e l'occultamento del cadavere
Il gip ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere sia per la moglie che per il figlio della vittima. Salvatore Giglio, di 69 anni, secondo le ricostruzioni dei Carabinieri, sarebbe stato ucciso il 21 settembre 2024. I familiari ne hanno denunciato la scomparsa una settimana dopo, il 28 settembre, al fine di coprire il delitto.
Le indagini coordinate dal procuratore Domenico Guarascio avrebbero permesso di rivelare una situazione completamente diversa grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali nei confronti dei familiari che vivevano con lui. L'ipotesi di reato per gli inquirenti è supportata anche dall'ascolto di numerosi testimoni.
La moglie e il figlio della vittima lo avrebbero ucciso nelle pertinenze della loro abitazione per poi disfarsi del corpo gettandolo in un fiume vicino. Durante l’attività, i Carabinieri del Ris e dei Subacquei di Messina hanno effettuato dei sopralluoghi finalizzati al recupero della salma, che non è ancora stata individuata.
Gli inquirenti: "Litri di candeggina per ripulire la scena del crimine"
Nel provvedimento cautelare sono documentati anche i "reiterati tentativi di sviare le indagini" da parte della donna e del figlio 28enne. Il primo segnale sarebbe stato proprio la denuncia tardiva rispetto a quella che avrebbe dovuto essere la data della scomparsa, e che invece era quella dell'omicidio.
I due si sarebbero accordati sulle versioni da rendere alla Polizia Giudiziaria, e acquistato "diversi litri di candeggina per ripulire la scena del crimine". Dalle ricostruzioni degli inquirenti, le dichiarazioni sarebbero state spesso contrastanti e false.