Sacche di plasma buttate nelle Marche, Regione minimizza. Acquaroli: “Faremo verifiche ma non strumentalizzare”

Minimizza parlando di "circa 300 sacche da 250 grammi l'una", conseguenza di una "criticità legata alla carenza di personale di una giornata, nei primi giorni di marzo" l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, rispondendo all’inchiesta di Fanpage.it sullo spreco di sacche di plasma registrato nelle Marche. Stando a quanto abbiamo ricostruito, i numeri sono diversi e nella spazzatura sono finiti o finiranno presto circa sei quintali di plasma.
Prezioso materiale biologico buttato via dopo che la Regione era stata informata da settimane delle gravi criticità presenti nell’officina trasfusionale. Quelle sacche di plasma sprecato (a causa del mancato congelamento nelle 24 ore successive al prelievo) avrebbero dovuto essere destinate alla ricerca, alla produzione di farmaci o trasfusioni.
L’assessore Calcinaro oggi ha parlato di una "difficoltà improvvisa" dell'officina del sangue durante la seduta odierna del Consiglio regionale dedicata proprio al tema della sanità. A suo dire, dinanzi a tale difficoltà la Regione Marche avrebbe deciso di potenziare il Dipartimento interaziendale regionale di medicina trasfusionale (Dirmt). Sei persone in più per l’officina trasfusionale, quattro messe a disposizione dall'Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ancona e due dall'ospedale di Torrette.
"Istituiremo una commissione di verifica su quanto accaduto – ha dichiarato -, ma la raccolta del sangue non si può fermare, sarebbe un segnale controproducente. Ora la situazione è sotto controllo perché abbiamo trovato soluzioni immediate. Dobbiamo fare degli accertamenti perché lo dobbiamo a tutti i donatori". La documentazione interna di cui Fanpage.it è venuta in possesso rivela però che non si è trattato di un evento improvviso o imprevedibile, bensì il culmine di una crisi annunciata per settimane.
"L'assessore invii gli atti alla Procura della Repubblica per trovare le responsabilità. – ha intanto risposto il consigliere regionale dem, Fabrizio Cesetti – Non basta una verifica interna. Qui ci sono responsabilità precise e ve le dovete assumere". Simile l’intervento del consigliere regionale della lista Ricci presidente, Massimo Seri, secondo cui è necessaria una vera indagine per accertare le responsabilità. Il consigliere regionale di Alleanza verdi e sinistra (Avs), Andrea Nobili, ha chiesto "un esposto immediato in Procura sulla presunta dispersione di plasma" e la consigliera regionale del Pd, Micaela Vitri, ha parlato di "grave fallimento gestionale e di danno alla fiducia dei donatori".
Intanto chiede di "non strumentalizzare" il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, aggiungendo che verrà fatta chiarezza "e se ci saranno responsabilità verranno segnalate agli organi competenti". "Questa mattina io per primo ho chiesto all'assessore di istituire una commissione che verificasse quanto accaduto e se dovessero emergere fattispecie non consone saremo i primi a prendere provvedimenti. – ha detto Acquaroli – Quanto scritto nell'articolo non solo è grave, ma inaccettabile. La commissione non verrà istituita per coprirci, ma per fare accertamenti. Nel sistema sanitario sono impegnate oltre 20mila persone. Parliamo di un numero enorme, noi con tutto lo sforzo non possiamo essere ovunque e diamo un indirizzo".