Roberta Ragusa scomparsa nel 2012 e il marito Antonio Logli
in foto: Roberta Ragusa scomparsa nel 2012 e il marito Antonio Logli

La Corte di Cassazione ha depositato oggi le motivazioni nelle quali spiega perché lo scorso 17 marzo ha annullato con rinvio il non luogo a procedere contro Antonio Logli pronunciato dal gup di Pisa il 6 marzo 2015. I supremi giudici hanno accolto il punto di vista della procura di Pisa, dei familiari di Roberta Ragusa – scomparsa nel gennaio del 2012 dalla sua casa di Gello di San Giuliano Terme (Pisa) – difesi dall'avvocato Enrico Maria Gallinaro e del legale dell'associazione “Penelope”, Nicodemo Gentile, che hanno sottolineato come le dichiarazioni dei testi Gozi, Gombi e Piampiani non sono state messe dal gup in relazione con “tutto il resto del materiale investigativo che, invece, veniva trattato in modo sbrigativo e incompleto” nella sentenza di proscioglimento.

Caso Ragusa, è omicidio e non allontanamento volontario

La Cassazione scrive che è “escluso” che dagli atti dell’indagine sulla scomparsa di Roberta Ragusa “emerga in modo evidente l’innocenza dell’imputato” Antonio Logli, marito e padre dei figli della donna scomparsa e accusato dell’omicidio. Quella della Ragusa non sarebbe stato un allontanamento volontario. Per la Corte sono infatti “centrati” i motivi di ricorso del pm di Pisa e dei familiari laddove insistono per “l'esclusione di possibili ipotesi alternative alla fine violenta della donna”, circostanza “da ritenersi del tutto logica e coerente col compendio indiziario” raccolto nell'indagine nella quale è indagato il marito Logli.

Gli errori commessi dal gup sul caso Ragusa

Secondo la Cassazione il gup di Pisa che ha stabilito il non luogo a procedere per Logli ha compiuto “una valutazione piena e definitiva sulla colpevolezza dell'imputato, non consentita nella fase dell'udienza preliminare”. In pratica il gup – spiega la Corte – “ha svolto un giudizio di merito sugli elementi probatori offerti dall'accusa, così sostituendosi in modo surrettizio al giudice della cognizione, al quale solo spetta, all'esito del dibattimento, stabilire se l'imputato, sulla base delle risultanze dibattimentali, possa o meno ritenersi colpevole”. I giudici rimproverano dunque al gup di “essersi appropriato di prerogative che non gli competono” nel negare il confronto in dibattimento dei vari testimoni e degli altri elementi di prova e di aver così compresso “il diritto alla prova dell'accusa ed anche i diritti della difesa e delle altre parti”. Il gup avrebbe dunque sbagliato a non effettuare “una disamina globale ed unitaria degli indizi” conducendo “una analisi parcellizzata ed atomistica delle dichiarazioni delle persone informate sui fatti, rilevandone contraddizioni interne ed inidoneità probatorie, senza però porle a confronto tra loro (tranne quelle del Campisi e del Camoscini, posti a confronto dallo stesso pm) e con tutti gli altri elementi del compendio indiziario, ai fini del giudizio prognostico circa l'utilità del dibattimento”.

Le ultime notizie sulla scomparsa di Roberta Ragusa

Roberta Ragusa è svanita nel nulla la notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012. Secondo la procura di Pisa responsabile della sua scomparsa è appunto il marito Antonio Logli, accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere. Il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio per l’uomo, il gup lo ha invece prosciolto. Poi la Corte di Cassazione, lo scorso mese, ha riaperto il caso. Il corpo di Roberta Ragusa, nonostante accurate ricerche, non è stato mai ritrovato. Appena qualche giorno fa ai carabinieri di Pisa è però arrivata una lettera con le indicazioni del luogo del presunto seppellimento della donna. Roberta Ragusa, secondo questa segnalazione, sarebbe stata seppellita in un boschetto poco distante dall’abitazione dei Logli.