La sopravvivenza di una farfalla a rischio estinzione o il cantiere del tunnel della linea ferroviaria ad alta velocità Torino – Lione? La domanda potrà apparire retorica, e per molti la scelta sarebbe scontata, eppure la prosecuzione dei lavori di una delle più costose opere pubbliche italiane è strettamente legata anche alla vita della Zerynthia Polyxena, una farfalla la cui esistenza è vincolata alla presenza della sua pianta nutrice e che per questa ragione è stata inserita tra le specie minacciate, dunque sotto protezione. E' lo stesso Ministero dell'ambiente ad attestare che la farfalla "è minacciata dalla sottrazione di habitat dovuta sia all'urbanizzazione sia all'intensificazione dell'agricoltura".

La sopravvivenza della "farfalla No Tav", tuttavia, è incompatibile con la presenza del cantiere del tunnel dell'alta velocità: la "grande opera" per eccellenza – da decenni osteggiata da un tenace movimento popolare che ne denuncia l'inutilità, visto che esiste già una linea ad alta velocità che collega Torino a Lione e che è ampiamente sottoutilizzata – non può di certo fermarsi per colpa di una banale farfalla e le ragioni del profitto, come è noto, non accettano di soccombere neppure di fronte a quelle ambientali. Per questo da stamattina, mercoledì 12 febbraio, sono iniziate le procedure di esproprio temporaneo di circa quattro ettari di territorio compreso tra i comuni di Giaglione e Chiomonte, in Val di Susa, necessari a realizzare gli interventi preliminari agli scavi del tunnel per l’Alta Velocità. Dirigenti e tecnici di Telt, la società italofrancese incaricata di realizzare l’opera, sono già sul posto mentre fuori dalle recinzioni del cantiere decine di attivisti No Tav stanno protestando davanti a un cordone di polizia e carabinieri.

Il cantiere della Tav
in foto: Il cantiere della Tav

Una volta espropriati, i terreni saranno  affidati al Consorzio Forestale e all’Università di Torino, quest'ultima destinataria di un lauto finanziamento proprio da parte della Telt. Un team di ricercatori, coordinati dalla dottoressa Simona Bonelli, dovrà dare vita a un "corridoio ecologico" per consentire la sopravvivenza della farfalla Zerynthia Polyxena. Come spiega Telt sul suo sito gli studiosi dovranno "sperimentare un miglioramento boschivo finalizzato alla salvaguardia di questa specie protetta, che sarebbe destinata a non sopravvivere per più di qualche decennio a causa dell’infittirsi del bosco e dell’ampliamento del cantiere. Da qui l’idea di ‘traslocare’ le farfalle. In concreto, sarà il Consorzio Forestale Alta Valle Susa a realizzare un percorso attraverso il bosco, con delle vere e proprie piazzole di sosta in cui sarà riprodotto l’habitat specifico per lo sviluppo di uova e larve di Zerynthia". Insomma, per stessa ammissione della società incaricata di realizzata la Tav la presenza di ruspe, trivelle, "talpe" e camion pregiudicherebbe la vita delle farfalle, che quindi andrebbero trasferite.

Se l'"impresa" andrà a buon fine tuttavia resta un mistero. Lo stesso Alberto Dotta, direttore del Consorzio Forestale Alta Valle Susa, ammette che quello dell'Università di Torino è "un progetto sperimentale che attuiamo per la prima volta e che crediamo possa diventare un modello per azioni future”. Insomma, non ci sono precedenti né prove che tutto andrà bene e il finanziamento dell'iniziativa da parte di Telt lascia immaginare che, come si suol dire, "la volpe sia stata messa a guardia del pollaio". Secondo i No Tav si tratta di "un’operazione grottesca. Si tratta di uno studio senza alcun indipendenza, non realizzato su mandato di un ente terzo ma ordinato à la carte dai promotori dell’opera. E ovviamente, fin da subito, le consegne erano chiaro: che non venga fuori, come sostengono quei cocciuti dei valsusini, che la presenza della farfalla è incompatibile con l’arrivo del cantiere in val Clarea".

La Zerynthia Polyxena è – secondo la direttiva europea Habitat (n. 92/43/CEE) – una specie animale di interesse comunitario che richiede una protezione rigorosa: resta da capire come possa conciliarsi il concetto di "rigore" con quello di "sperimentazione", cioè con una messa alla prova il cui esito – per definizione – non può essere scontato. Cosa accadrà in caso di fallimento? Si sacrificherà la vita di una specie protetta oppure si interromperanno i lavori per la Tav Torino – Lione?