Ristoranti aperti a cena in zona gialla e a pranzo in zona arancione. Sono giorni che si parla di questa possibilità, poi smentita a più riprese – per ora – dagli esperti. Tutto nasce da un documento del ministero dello Sviluppo Economico, che prevedeva e chiedeva una serie di misure per cercare di risollevare bar e ristoranti, e in generale i pubblici esercizi. All'interno di questo documento si faceva questa ipotesi, per permettere la ripresa delle attività lavorative. Nulla di ufficiale, nulla di confermato. Ma improvvisamente è diventata l'indiscrezione principale del prossimo Dpcm, che forse farà il prossimo governo (ammesso che continui con lo stesso impianto normativo).

Giovanni Toti ha rilanciato la notizia dei ristoranti aperti sui suoi profili social, creando un'attenzione ulteriore intorno alla notizia che, se condivisa dal presidente di una Regione, acquisisce ancor più di credibilità. "Ristoranti aperti la sera in zona gialla e a pranzo in zona arancione: è arrivato finalmente il parere favorevole del Comitato Tecnico Scientifico e speriamo che si possa partire al più presto", scriveva Toti. In diversi sostengono che sia un grande passo avanti tra gli altri governatori, ma anche all'interno del governo, con il viceministro alla Salute Sileri che ha spiegato di essere d'accordo alla riapertura serale. Poi arriva la smentita ufficiale del Cts, pubblicata anche dal presidente della Liguria sempre su Facebook, ma stavolta più critico: "L’ennesimo episodio di confusione, con comunicazioni contraddittorie".

Il Comitato tecnico scientifico avrebbe valutato il documento del Mise nella riunione di fine gennaio, dando un parere non positivo né negativo, ma evidenziando alcuni problemi. A decidere deve essere, come già successo quest'anno, il governo – che sia questo o il prossimo. "Non c’è alcun via libera del Comitato Tecnico Scientifico alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura – spiegano gli esperti – Nel verbale della riunione del CTS del 26 gennaio 2021 vi sono indicate, anzi, alcune considerazioni sul rafforzamento delle misure restrittive adeguandole alle caratteristiche strutturali dei locali e alla tipologia del servizio reso". Insomma: nessun via libera, semmai misure mirate tra bar, ristoranti e pub.