Undici persone, tutte operanti nel settore dei rifiuti, e connesse allo stesso giro illecito emerso in seguito al rogo di Corteolona (Pavia) sono state arrestate dai Carabinieri forestali. Nel corso della mattinata di lunedì 7 ottobre i Carabinieri Forestali dei Gruppi di Milano, Lodi, Pavia, Torino, Napoli, Reggio Calabria e Catanzaro, hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Milano. Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, i rifiuti illeciti venivano nascosti in capannoni abbandonati nel Nord Italia e seppelliti anche in una cava dismessa in Calabria.

Indagini nate dal rogo nell'impianto di Corteolona nel 2018 – Le indagini che hanno portato agli arresti di questa mattina, dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, derivano dall’operazione "Fire Starter" che nell'ottobre dello scorso anno ha portato all'arresto di altre sei persone ritenute legate al rogo del capannone di Corteolona (Pavia), e – come spiegano i carabinieri – "hanno permesso di evidenziare dinamiche di più ampia portata individuando un'organizzazione criminale, capeggiata da soggetti di origine calabrese, tutti con numerosi precedenti penali”.

Traffico di rifiuti gestito con società fittizie, prestanome e documentazione falsa – Questi, attraverso una struttura composta da impianti autorizzati e complici, trasportatori compiacenti, società fittizie intestate a prestanome e documentazione falsa, secondo quanto accertato nel corso delle indagini gestivano un ingente traffico di rifiuti urbani e industriali provenienti da impianti della Campania e finivano in capannoni abbandonati del Nord Italia oppure interrati in Calabria.