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9 Ottobre 2021
22:52

Reggio Calabria, sposato da 3 giorni picchia la moglie per i costi del matrimonio: “Hai speso troppo”

Sposato da soli 3 giorni ha aggredito e picchiato la moglie per via dei costi del matrimonio. Secondo lui, la donna avrebbe speso troppo per organizzare la festa e per questo motivo voleva che fosse lei a pagare banchetto e dj. Intervenute sul luogo della violenza le forze dell’ordine di Reggio Calabria.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Aveva sposato la compagna da appena tre giorni prima e a poche ore dal trasferimento nella loro casa da marito e moglie, l'ha picchiata per motivi economici. Il tutto è accaduto a Reggio Calabria dove i due novelli sposi avevano deciso di vivere e celebrare le loro nozze. I due avevano iniziato a litigare per la gestione delle risorse economiche. Sembra, secondo indiscrezioni non confermate, che l'uomo volesse a tutti i costi che la compagna pagasse il rinfresco nuziale e il dj. Da qui sarebbe nato un diverbio poi sfociato in violenza.

L'uomo ha colpito la moglie sulle braccia e sul tronco più e più volte. Quando la donna è riuscita a divincolarsi e fuggire, ha richiesto l'intervento della polizia immediatamente accorsa sul posto. Il questore Bruno Megale ha emesso quindi un provvedimento di ammonimento nei confronti dell'uomo. Nel frattempo, la vittima dell'aggressione e i suoi familiari stanno valutando le procedure per richiedere la separazione.

Le vittime di violenza domestica possono appellarsi al Codice Rosso

Chiunque sia vittima di violenza domestica può dare appello al Codice rosso, la procedura introdotta nel 2019 per combattere la violenza di genere e familiare. Per le vittime dovrebbe esserci un canale preferenziale per processare subito reati che destano particolare allarme sociale, in modo da intervenire quanto prima. Una volta ricevuta denuncia, la polizia è tenuta a comunicare immediatamente il reato alla Procura competente. Il magistrato ha tre giorni per assumere informazioni dalla vittima o da chi ha sporto denuncia sui fatti contestati. Il pm può quindi valutare fin da subito se chiedere al giudice l'emissione di una misura cautelare quale per esempio l'allontanamento da casa o il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa psicologicamente o fisicamente

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