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Rapporto Coop sui consumi 2026: “Italiani più cauti negli acquisti, spesa concentrata su cibo e necessità”

Il Rapporto Coop sui consumi 2026 descrive un’Italia cauta e disincantata. La spesa aumenterà in misura contenuta e sarà indirizzata soprattutto alle necessità. A tavola prevalgono scelte più consapevoli: avanzano alimenti salutari e prodotti a marchio del distributore, mentre si consolida il consumo in casa. Sullo sfondo, l’aumento dei listini e la contrazione delle quantità acquistate frenano una ripartenza che appare ancora incerta.
A cura di Biagio Chiariello
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Il 2026, per gli italiani, non si apre sotto il segno dell’entusiasmo. Piuttosto somiglia a un ritorno brusco alla realtà, segnato da un clima globale percepito come instabile e minaccioso. Guerre, diseguaglianze sociali e cambiamento climatico non sono più fattori astratti, ma elementi che – secondo il nuovo Rapporto Coop sulle previsioni dei consumi – entrano direttamente nelle scelte quotidiane, influenzando aspettative, spese e priorità delle famiglie.

L’istantanea emerge da due indagini condotte a dicembre 2025 dall’Ufficio Studi Coop: una su un campione rappresentativo della popolazione italiana, realizzata con Nomisma, e una seconda che ha coinvolto gli opinion leader della community del Rapporto. Il sentimento dominante è la “preoccupazione”, indicata dal 37% degli intervistati come parola chiave per descrivere l’anno che verrà, seguita dall’“insicurezza” (23%). Accanto a questo quadro cupo, resiste però una quota non trascurabile di italiani che prova a non arretrare del tutto: un quarto del campione continua ad aggrapparsi all’ottimismo, mentre curiosità e fiducia vengono richiamate dal 24%.

Rapporto Coop 2026
Rapporto Coop 2026

La linea di frattura è netta: quando lo sguardo resta confinato alla sfera personale e familiare, le emozioni positive tengono; quando invece si allarga allo scenario nazionale e internazionale, le aspettative si tingono di toni decisamente più scuri. Non sorprende allora che il 2026 venga definito dagli opinion leader soprattutto come un anno di “turbolenza” (43%) o di “instabilità” (34%). Solo l’1% lo immagina stabile. Un clima che pesa anche sulle previsioni economiche: il 38% degli intervistati si aspetta mercati finanziari in forte difficoltà, mentre la crescita del Pil italiano viene stimata attorno a un modesto +0,2%, ben al di sotto delle già prudenti previsioni ufficiali.

In un contesto simile, l’idea di una ripresa dei consumi appare fragile. Gli opinion leader stimano per il 2026 un aumento della spesa delle famiglie limitato allo 0,3%, contro lo 0,9% indicato dall’Istat. La sensazione diffusa è che si spenderà di più, sì, ma quasi esclusivamente per ciò che è inevitabile. Il divario tra chi teme un aumento delle bollette e chi spera in un calo è di 22 punti percentuali; timori analoghi riguardano la salute e l’alimentazione domestica, entrambe percepite come voci destinate a pesare maggiormente sui bilanci familiari.

Rapporto Coop 2026
Rapporto Coop 2026

Ne emerge l’immagine di una “little Italy” ripiegata su sé stessa, dove la lista dei desideri si accorcia e si riempie di rinunce. I grandi progetti restano nel cassetto, mentre prende forma una ricerca di equilibrio più individuale che collettivo. La disillusione, osserva il rapporto, convive con una crescente attenzione al proprio benessere personale, anche a scapito di valori come altruismo e idealismo, in calo negli ultimi anni.

Dentro questa dimensione domestica, la casa torna a essere il centro della vita quotidiana e, soprattutto, il luogo del cibo. La tavola del 2026 si costruisce attorno a parole chiave ormai consolidate: semplicità, autenticità, attenzione alla salute. L’home cooking resta stabile e, per una parte degli italiani, è destinato persino a crescere. Parallelamente, torna a salire il ricorso al delivery, interpretato come compromesso tra comfort casalingo e praticità.

Le scelte alimentari confermano una direzione chiara. Aumenta l’interesse per prodotti senza conservanti e additivi, per alimenti a ridotto contenuto di zuccheri e grassi, mentre frutta, verdura e pesce guadagnano spazio nei carrelli. All’opposto, arretrano le carni rosse e i salumi, simboli di un consumo percepito come meno compatibile con l’idea di benessere e prevenzione ormai radicata tra gli italiani.

Rapporto Coop 2026
Rapporto Coop 2026

Nel punto vendita, qualità e convenienza smettono di essere alternative. La Marca del Distributore continua a rafforzarsi e, secondo l’81% dei manager del settore food & beverage, nel 2026 intercetterà una quota crescente della spesa per alimentari e beni confezionati. Un trend che procede di pari passo con il rallentamento dell’espansione dei discount. L’umore del Largo Consumo resta però prudente: solo il 12% degli operatori intravede un miglioramento, mentre per la maggioranza lo scenario sarà di sostanziale stabilità. Anche laddove ci sarà crescita, sarà contenuta: +0,9% a valore, più che compensato dall’aumento dei prezzi, con un conseguente calo dei volumi.

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