Ragazzina sepolta a faccia in giù, il giallo della strega di Albenga
Sepolta appena adolescente con la faccia rivolta verso terra come si faceva un tempo con i morti che si volevano umiliare perché non erano degni di guardare il cielo, ma anche nei pressi della facciata della chiesa, luogo ambito di sepoltura. È il mistero che avvolge uno scheletro ritrovato durante gli scavi nell’area archeologica di San Calocero, ad Albenga in provincia di Savona. Lo scheletro è stato identificato dagli esperti come appartenente ad una ragazzina di non più di 13 anni vissuta tra il V e il VI secolo. La sua storia rimane ancora sconosciuta, resta il fatto che si tratta di una presenza inquietante sia per il tipo di trattamento che le è stata riservato sia per la posizione in cui è stata ritrovata. Particolari che fanno ipotizzare che sia stata dichiarata colpevole a suo tempo di qualche crimine considerato deplorevole oppure considerata pericolosa perché strega o comunque associata a qualche terribile superstizione.
"È un ritrovamento davvero singolare"
Come spiegano gli esperti, in antichità infatti seppellire un corpo a faccia in giù poteva significare che si voleva impedire ai defunti la Resurrezione. Nei pressi del sito in cui è stata sepolta la ragazzina inoltre è stato trovato anche il corpo di una donna sui 35-40 anni e quello di un bambino di 4 anni. È un ritrovamento davvero singolare " ha spiegato Elena Dellù, archeoantropologa responsabile dello scavo, aggiungendo: "Quello che ci lascia a bocca aperta è anche il fatto che questa persona fosse stata sepolta attaccata alla chiesa, luogo che non si riserva certo a chi si vorrebbe punire". I resti ora saranno sottoposti ad esami specifici per stabilire l'esatto periodo a cui risalgono.