Quali sono gli obiettivi sensibili in Italia in allerta massima dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran

Dopo l'attacco in Iran di Israele e Usa e l'escalation in Medio Oriente, sale l'allerta sicurezza anche in Italia. Sono oltre 28mila gli obiettivi sensibili nelle città del nostro Paese su cui sono stati rafforzati i dispositivi di vigilanza.
Le misure sono state decise ieri, lunedì 2 marzo, durante un Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica tenutosi al Viminale, con i vertici delle forze di Polizia e dell'Intelligence e presieduto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
Gli obiettivi sensibili in Italia in allerta massima
Si tratta di ambasciate, consolati, luoghi di culto e di aggregazione. Ma anche infrastrutture critiche, hub energetici e nodi del trasporto. Sotto controllo le manifestazioni, il dispositivo di sicurezza è stato innalzato su tutto il territorio nazionale in vista di cortei ed eventi in programma nelle prossime settimane
Oltre ad ambasciate, residenze di funzionari di alto rango di Stati Uniti, Israele e Iran, sedi di organismi internazionali e uffici di rappresentanza commerciale, sono sotto sorveglianza gli impianti di rigassificazione, le raffinerie, i depositi di carburante e le centrali elettriche.
Massima attenzione è rivolta alle sinagoghe, alle scuole ebraiche e ai centri culturali della comunità. Allo stesso tempo sono monitorate moschee e centri di preghiera islamici, per prevenire ritorsioni e fenomeni di radicalizzazione violenta.
Il dispositivo di sicurezza è stato innalzato anche presso le stazioni ferroviarie e le metropolitane, così come negli aeroporti internazionali.
Un ruolo importante viene attribuito all'attività informativa per prevenire anche le eventuali minacce da parte dei ‘lupi solitari'. Rafforzata l'attività di intelligence con l'obiettivo di intercettare movimenti sospetti sul web: verranno quindi monitorati forum e canali social alla ricerca di segnali di pianificazione di azioni terroristiche.
Le misure di sicurezza in Italia decise dal governo dopo l'attacco in Iran
Durante l'incontro è stato affrontato l'aggiornamento dei dispositivi sul territorio nazionale, con un'attenzione particolare alle attività di prevenzione e controllo. Si è deciso, inoltre, di implementare gli incontri del comitato strategico antiterrorismo (Casa), che si era già riunito sabato scorso dopo l'attacco a Teheran.
Piantedosi, dopo un confronto con il capo della Polizia Vittorio Pisani, ha fatto diramare sul territorio già nella giornata di sabato 28 febbraio, una disposizione urgente per sensibilizzare l'attenzione sugli obiettivi ritenuti di "prioritaria sensibilità", statunitensi e israeliani.
Due le mobilitazioni organizzate per oggi, martedì 3 marzo, alle 18 in piazza Santi Apostoli organizzata dal ‘Comitato 7 Ottobre' e nei pressi dell'ambasciata degli Stati Uniti di via Veneto "contro l'aggressione imperialista" a Teheran a cui parteciperanno gli antagonisti.
Si scenderà in piazza anche a Milano, sempre alle 18, davanti al consolato degli Stati Uniti. Qualche ora prima, alle 13, è previsto un flash-mob a piazza Montecitorio per chiedere alle parlamentari e ai parlamentari "di concedere il proprio patrocinio politico ai prigionieri politici arrestati in Iran dopo le ultime ondate di protesta".