Sembrava che con l'incontro tra i ministri Matteo Salvini e Marco Bussetti da un lato e Rosa Maria Dell'Aria dall'altro si fosse arrivati a mettere un punto alla vicenda della professoressa sospesa per 15 giorni, con conseguente dimezzamento dello stipendio, per non aver controllato un lavoro realizzato dai suoi alunni dell'istituto tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo in cui paragonavano le leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza. La docente, 63 anni e vicina alla pensione, ha parlato a lungo con il titolare del Miur e il leader del Carroccio nei giorni scorsi, quando entrambi erano presenti nel capoluogo siciliano in occasione del 27esimo anniversario della strage di Capaci. "Tornerà subito in classe", aveva detto in quell'occasione Salvini aggiungendo che se fosse stato per lui l'insegnante non sarebbe mai stata sospesa. "Il provvedimento punitivo sarà rivisto, è stata una mia richiesta e di Bussetti, che parlerà con il provveditore".

Ma, a quanto denunciano l'Anief, l'Associazione Sindacale Professionale dei docenti, e gli avvocati di Dell'Aria, la sospensione della prof di lettere di Palermo non sarebbe mai stato revocato. Ragion per cui, la vicenda potrebbe addirittura finire in tribunale. Lo ha annunciato il presidente del sindacato, Marcello Pacifico, secondo il quale "è servito solo a dare visibilità ai ministri Matteo Salvini e Marco Bussetti l'incontro di giovedì scorso con Rosa Maria Dell’Aria: non ci sarà nessun ritiro della sospensione per 15 giorni dal servizio, come annunciato al termine di quell'incontro". E lo hanno confermato anche i legali dell'insegnante in questione: "Fino a questo momento – hanno detto Fabrizio La Rosa e Alessandro Luna – non si è fatto sentire nessuno dal Ministero, riteniamo dunque che non si possa parlare di pace fatta e di tutto rientrato". Anief chiede anche "che entrambi i ministri riferiscano in Parlamento come sono andati i fatti. È incredibile che una docente venga sospesa per due settimane senza che a Roma nessuno ne sapesse nulla. E poi, sull’onda dell’indignazione della scuola e dell’opinione pubblica, caso strano a pochi giorni dal voto per il rinnovo del Parlamento europeo, si annunci l'intenzione di rimediare all’errore da chi sosteneva di non averne i poteri. Ma poi non si fa nulla per dare seguito a tale impegno".

Rosa Maria Dell'Aria aveva così commentato la vicenda:"Non vorrei che passasse un messaggio sbagliato – aveva detto nei giorni scorsi -, cioè che si è trattato di un atto di grazia nei miei confronti, perché se è stato riconosciuto ai più alti livelli che sono esente da colpe la mia unica richiesta è che ufficialmente sia dichiarata la mia estraneità e che la sanzione inflittami è ingiusta".