Una frase bellissima quella scelta dal ministro dell'Istruzione Marco Bussetti (Lega) per incoraggiare i ragazzi in vista dell'esame di maturità: "La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'opportunità". Una frase attribuita a Lucio Anneo Seneca ma che, fondamentalmente, il filosofo e drammaturgo romano non ha mai detto. Possibile? Ebbene sì, perché di citazioni attribuite per errori più o meno volontari ad ignari autori ne è pieno il mondo. E con internet, il fenomeno è diventato fuori controllo.

L'errore, o meglio la falsa attribuzione della frase a Seneca nasce con ogni probabilità dall'interpretazione di un passaggio della sua opera intitolata De Beneficiis, in cui si legge:

Il grande lo lottatore non è colui che ha imparato alla perfezione tutte le mosse e le prese che di fronte all'avversario si usano poche volte, ma colui che si è esercitato con assidua applicazione in una o in due di esse e, attento, spia l'occasione di poterne usufruire (non interessa infatti quante ne conosca, se conosce quelle che bastano per vincere), allo stesso modo, nello studio di cui parliamo, ci sono molte conoscenze interessanti, ma poche sono quelle fondamentali.

In estrema sintesi, insomma, Seneca sosteneva (alla larga) il motto che poi gli è stato attribuito ma che in realtà non ha mai pronunciato. E' impossibile sapere chi abbia attribuito per primo questa massima a Seneca, visto che l'attribuzione viene indicata da anni: la prima traccia risale agli anni Novanta. Un po' come accade con "il fine giustifica i mezzi", attribuito a Nicolò Machiavelli che però non l'ha mai detta: anche nel suo caso è "ispirata" ad un altro passaggio ("..e nelle azioni di tutti li uomini, e massime de’ principi, dove non è iudizio da reclamare, si guarda al fine. Facci dunque uno principe di vincere e mantenere lo stato: e mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno lodati"), mentre la frase ormai diffusa in tutte le lingue. Insomma, un fenomeno quello delle "attribuzioni facili" molto più diffuso di quanto si possa pensare.