"E' possibile che nel 2020 un ragazzo gay debba subire una violenza del genere?". E' la domanda che non smette di farsi Santo, un ragazzo di 28 anni di Pozzallo che lo scorso 17 novembre è stato aggredito in un bar da un gruppo di minorenni che, dopo averlo insultato, l'hanno preso a calci e pugni fratturandogli il setto nasale e facendogli perdere i sensi. I bulli – racconta Santo a Fanpage.it – l'avevano preso di mira da mesi: "Mi dicevano ‘frocio di merda', ‘recchione'. Una cosa del genere non mi era mai accaduta, non hanno neanche chiamato un'ambulanza".

Il 28enne era entrato nel bar solo per prendere un caffè ma dopo l'aggressione solo alcuni clienti del locale l'hanno soccorso. Lui racconta di essere rimasto disteso sul pavimento per 12 minuti e anche in quel momento di essere stato coperto di insulti: "Mi dicevano: ‘Muto, frocio'. E io avrei potuto non rialzarmi più". Poi è tornato a casa e, nonostante accusasse forti dolori, si è recato da solo al pronto soccorso dell'ospedale di Modica, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per ridurre la frattura al setto nasale, lesionato in tre punti. Sull'episodio i carabinieri di Pozzallo hanno aperto un'inchiesta e si sono avvalsi della testimonianza di alcuni avventori del bar dove è avvenuta l'aggressione e delle agghiaccianti immagini registrate dalle telecamere posizionate all’interno del locale.

Il sindaco ha commentato che "qualora si tratti di un’aggressione omofoba, sarebbe un fatto di inaudita gravità che condanno nella maniera più ferma. Nella civilissima Pozzallo – aggiunge Ammatuna – fatti come questo non ne sono mai accaduti. Aspetterei di conoscere la ricostruzione degli avvenimenti da parte dei carabinieri, per avere un quadro più chiaro di quello che è successo".